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17/06/2020

VELODROMO, CONTINUA L’AGONIA

Il Gazzettino

MENTRE IL CANTIERE TREVIGIANO RESTA FERMO, IN TOSCANA E IN EMILIA PARTONO I LAVORI PER DUE NUOVI IMPIANTI
CICLISMO
TREVISO Il Velodromo di Spresiano sempre più cattedrale nel deserto, opera incompiuta che però deve essere terminata. «Siamo sempre più dispiaciuti in quanto la Pessina, ditta che stava costruendo e coinvolta da problemi legati alla liquidità, continua ad avere ritardi nei confronti della Federazione Ciclistica illustra Renato Di Rocco, presidente nazionale FCI - ritardi nel dialogo tra le parti per poter risolvere in armonia la sgradevole situazione di stallo nella quale ci troviamo». Venerdì scorso, durante un consiglio federale in videochat Renato Di Rocco ha informato tutti i presidenti regionali e i consiglieri federali dell'impasse relativa al velodromo trevigiano e fatto sapere che a Poggio Buggianese in provincia di Pistoia c'è il progetto di nuovo velodromo coperto laddove esiste già un ciclodromo intitolato ad Alfredo Martini, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio del luogo insieme all'Università di Firenze. Dovrebbero inoltre partire i lavori del nuovo velodromo coperto di Misano Adriatico, finanziato dalla Regione Emilia Romagna per dieci milioni di euro: «Un segnale forte dell'interesse in Italia per l'impiantistica al coperto e per il ciclismo in particolare inteso anche come promozione turistica. Però il Velodromo di Spresiano rimane la nostra priorità conferma Di Rocco - e dobbiamo assolutamente completarlo anche perché è opera ormai costruita per metà e soprattutto ci sono i fondi vincolati per il suo completamento e stanziati a suo tempo per questo impianto».
L'OBIETTIVO
Il Velodromo di Spresiano deve essere completato. A bloccarlo però c'è la burocrazia e i tempi della giustizia ordinaria come spiega bene Nuri Venturelli, avvocato della Federazione Ciclistica Italiana: «Abbiamo compiuto tutti i passi necessari affinché potesse sbloccarsi la situazione di stallo con la Pessina ma siamo ad oggi ad un punto morto. La Federazione ha intenzione di risolvere il contratto con la ditta concessionaria che dovrebbe terminare la costruzione del velodromo già iniziata da due anni ormai. Il concordato in atto coinvolge solo la Pessina che però, per procedere con i lavori, aveva designato una società di progetto di cui detiene l'intero capitale sociale, ovvero la Velodromo srl all'interno della quale non c'è alcuna partecipazione della Federazione Ciclistica. La FCI ha deciso di iniziare l'azione di risoluzione del contratto di concessione. Risoluzione che non sarà comunque condizionata nell'udienza prevista a Milano per il 13 luglio prossimo presso il Tribunale Fallimentare per l'ammissione della Pessina al concordato preventivo.
CONTRATTEMPI
Venturelli è sconsolato: «L'udienza per tempi burocratici legati all'emergenza Covid 19 potrebbe essere spostata addirittura a novembre, non essendo ritenuta udienza di estrema urgenza. E questo potrebbe allungare ulteriormente i tempi per pensare al completamento definitivo del velodromo di Spresiano. Senza l'udienza che ci condiziona come opportunità nella proposizione dell'azione di scioglimento dei legami tra la Pessina e la Federazione, non potremo procedere a nuove gare d'appalto per terminare l'impianto. Stiamo nel frattempo cercando una soluzione intermedia, magari con l'intervento diretto della Presidenza del Consiglio in quanto competente per l'erogazione del contributo che parte è nelle casse della Federazione. Non ci resta che attendere novembre, nella speranza che però l'udienza non venga rinviata e rimanga fissata al 13 luglio. Quando poi si scioglierà il rapporto con Pessina, la Federazione sarà costretta a ripartire con una nuova gara d'appalto europea che potrebbe prevedere sei mesi per l'espletamento burocratico e da li poi ripartire con i lavori per completare il velodromo».
Tina Ruggeri