scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
04/06/2021

Velocità ed efficienza non eludano i controlli sull’uso dei fondi Ue

Il Tempo - FERNANDA FRAIOLI

IL COMMENTO
Aleggere i recenti provvedimenti normativi viene da chiedersi dove siano finiti i controlli. Incalzati dai tempi di utilizzo delle ingenti risorse messe a disposizione dall'Europa, tutti sono interessati alla velocità, piuttosto che alla regolarità degli adempimenti necessari per realizzare i progetti ed i correlativi investimenti pubblici. E così via le verifiche antimafia, via la responsabilità erariale per colpa grave, via l'abuso d'ufficio, non pervenuti i controlli della Corte dei conti. E quale diretta conseguenza, la sicura bontà dell'operato dei vari operatori. In questo modo, però, si fatica a capire come e, soprattutto, chi è deputato a garantire efficienza, efficacia ed economicità nella gestione delle ingenti risorse del Pnrr. Questioni di natura squisitamente giuridica a parte, l'agevolazione delle procedure di appalto fa sorgere numerosi dubbi sulla conciliabilità dei procedimenti di semplificazione e accelerazione con i presidi di legalità che da sempre sono baluardo contro fenomeni corruttivi, truffaldini o, comunque, illeciti. Il sospetto è piuttosto che una tale liberalizzazione, più che scongiurare comportamenti illeciti di varia natura, li attragga come, neppure tanto velatamente, ha rappresentato l'Anac recentemente in un'audizione al Senato. Le numerose statuizioni in deroga alle vigenti disposizioni di legge, prima fra tutti il Codice degli appalti, ha in sé la duplice conseguenza dell'affievolimento della fondamentale rete di controlli e la deresponsabilizzazione dei pubblici funzionari che lungi dall'essere una soluzione alla speditezza del loro operato, li espone ad operazioni per le quali il conforto di un occhio esterno li supporterebbe nell'evitare lo spreco di risorse pubbliche. La semplificazione in materia di contratti pubblici, che passa attraverso affidamenti diretti e procedure negoziate senza bando, piuttosto che i poteri quasi illimitati ai commissari straordinari, troverebbe migliore collocazione laddove i controlli fossero rimasti intatti. Se, sul versante penale, istituti quali l'autocertificazione o l'informativa liberatoria provvisoria che elimina qualunque controllo preventivo antimafia, si ritengono indispensabili, un bilanciamento sul versante amministrativo, si impone. Ed invece, anche i controlli e le responsabilità erariali sono stati spazzati via in nome della paura della firma. Ma se la responsabilità spaventa per le conseguenze patrimoniali, ciò che proprio non si riesce a capire è perché per controllo e monitoraggio del Pnrr ci sia bisogno di un'apposita struttura - di natura differente, oltre che di nuova costituzione - da collocare presso l'organo gestore, con buona pace dell'alterità e dell'indipendenza del controllore. Un organo già esiste e, per il know how posseduto, ben potrebbe garantire rendicontazione e monitoraggio dei progetti da realizzare mediante valutazioni intermedie e finali che diano adeguatamente conto dell'impiego delle risorse. Il carattere indipendente che l'Europa vuole dall'istituenda unità di audit presso l'organo gestore delle risorse è, invece, endemica per un organo costituzionalmente previsto come il giudice contabile per il quale, semmai, si tratterebbe solo di un rafforzamento delle proprie funzioni in risposta all'esigenza di rilancio degli investimenti pubblici di cui al Programma.