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02/06/2020

veloci e competitivi il nostro modello

Corriere L'Economia - Francesca Gambarini

L'Economia d'Italia Liguria
Il governatore Toti e il sindaco Bucci all'evento de «L'Economia»: meno burocrazia e più responsabilità, così è rinato il Ponte Toti: è giusto puntare sul know how di settori come la nautica Bucci: il rilancio è anche una questione culturale
Su un fatto entrambi non hanno dubbi, quando si parla di «modello Genova». Che la buona riuscita di un'opera, di un progetto - in questo caso la ricostruzione del ponte Morandi, infrastruttura vitale per la crescita del territorio e per la sua popolazione -, dipenda dall'assunzione di responsabilità della classe dirigente che di quel progetto è promotrice e garante. Il governatore Ligure Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci lo hanno ripetuto a più riprese durante il webinar che L'Economia ha realizzato con le aziende e le istituzioni (e che potete rivedere online oggi su Corriere.it, alle 10) dedicato a «Imprese, comunità e territorio: la sfida della ripartenza».

Per il governatore Toti, la sfida, quella del ponte, è stata vinta perché «si è stati in grado di portare fino in fondo una visione, delegando alle amministrazioni locali e con regole chiare nell'affido dei lavori: questo è il sistema Genova, insieme a una buona politica».


Gli fa eco Bucci, per l'occasioneintervistato da Dario Di Vico: «Abbiamo seguito la procedura semplificata del Codice degli appalti europeo, non la montagna di regole del nostro regolamento. Bisogna lavorare in parallelo e non in sequenziale: demolizione e costruzione assieme, per esempio. Chi sta in testa deve prendersi responsabilità, metterci la faccia. Se va male, si va a casa. Questa è la mentalità delle aziende private che funzionano, va trasferita anche nel pubblico». Insomma, non si tratta di dare più potere ai sindaci, o ai governatori, ma a chi ottiene risultati. « Chi si spaventa dell'uomo solo al comando non ha capito niente - ripete Bucci -. E non è vero che non abbiamo seguito le regole. Se avessimo applicato il nostro codice degli appalti, avremmo avuto tre sub contratti. Ebbene, facendo un controllo incrociato, abbiamo scoperto che queste aziende, pur essendo in regola, utilizzavano persone in odore di mafia, e per questo le abbiamo buttate fuori».


Punti di forza

Toti è poi tornato su alcune caratteristiche della regione, un territorio complesso ma al centro di un mercato globale strategico, quello che nasce intorno al mare, al porto, al commercio e al turismo. «Non a caso le principali compagnie croceristiche globali hanno scelto di stare nei nostri porti, il know how industriale delle nostre aziende ci ha storicamente portato a essere ai vertici del triangolo-locomotiva del Nord, e abbiamo distretti produttivi che sono eccellenze mondiali, come quello della nautica». Tutti punti di forza che è necessario valorizzare e promuovere, per vincere la sfida della ripartenza.


Bucci ha poi ragionato sul settore che oggi rappresenta il 20% dell'economia della Liguria, il turismo. «Ci stiamo attrezzando perché sia, il più possibile, un'estate come tutte le altre - ha precisato -. Quest'anno potrebbe anche essere l'occasione per fare una sorta di upgrading della nostra offerta». Magari recuperando in qualità e quantità. «Il nuovo ponte e tutti gli investimenti sulle infrastrutture che abbiamo messo a terra ci stanno rendendo più competitivi - conclude Bucci-. Il porto di Genova è il porto di tutto il Sud Europa, questo dobbiamo tenerlo a mente: noi siamo il mare del Nord Italia, della Svizzera. Solo con questa mentalità si cresce: bisogna rompere l'isolamento, che è anche una questione culturale. Ma la cultura è ovunque, anche nel business. Vuol dire essere accoglienti ma anche intraprendenti, ascoltare ma anche fare».


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Foto:

Protagonisti

A sinistra,

il sindaco di Genova Marco Bucci; a destra il governatore della Liguria Giovanni Toti