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01/08/2018

«Valuteremo se fermare la Tav, timori senza fondamento»

Corriere della Sera - Andrea Ducci

Toninelli: «Il riesame non comporterà alcun danno. Chiamparino? Simpatico, ma inutile vederlo ora»
ROMA Basta con le grandi opere infrastrutturali «mastodontiche e dispendiose». Il modello è dotare l'Italia di «una rete di tante piccole opere diffuse». Un approccio che spiega, tra l'altro, l'intenzione «di ridiscutere integralmente il progetto» dell'alta velocità Torino-Lione, opera da verificare in termini sia di costi-benefici sia di utilità e sostenibilità, valutando gli «eventuali costi di tutte le alternative, compresa quella di recedere dalla prosecuzione dell'opera». Del resto, «il riesame non comporterà alcun danno, i timori sono infondati». A ribadire le idee del governo su grandi opere, mobilità sostenibile, modifiche al codice degli appalti, così come sul destino di Ferrovie e di Alitalia è il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

In circa 75 minuti di intervento, davanti alla commissione Lavori Pubblici del Senato - mentre il gruppo M5S a Torino deposita in Comune un odg per chiedere al governo di fermare i lavori della Tav in attesa di verifiche -, il ministro snocciola la ricetta dell'esecutivo Conte su alcune questioni con risvolti ed effetti sull'economia del Paese e sui conti pubblici. Su Alitalia, per esempio, l'indicazione è che «non vada semplicemente salvata, bensì rilanciata nell'ambito di un piano strategico nazionale con il 51% in capo all'Italia». Sebbene segua la specifica che non si tratta di una nazionalizzazione, restano da definire le modalità e il costo a carico della collettività. Il ministro tocca anche la partita relativa alla fusione tra Anas e Ferrovie per dire che l'operazione «rappresenta un fallimento annunciato», senza però aggiungere come avverrà la marcia indietro. Tra gli annunci figura l'arrivo del nuovo codice degli appalti «per fare ripartire gli investimenti e liberare le energie del Paese». L'obiettivo, condiviso con l'Anac, punta a procedure più snelle, chiare e semplici, che non vuol dire «in contraddizione con la difesa della legalità». Tra le priorità, Toninelli indica l'impegno per una «mobilità collettiva, pulita e dolce» con investimenti in ciclovie e per metropolitane e tranvie. Toninelli replica anche a Sergio Chiamparino, che aveva precisato come «non risulta alcuna sospensione» della gara di Telt: «È simpatico - commenta Toninelli - ma è inutile che lo veda adesso senza un'analisi costi-benefici».


Sulle infrastrutture interviene anche Giuseppe Conte, dopo l'incontro con Trump, a favore del gasdotto Tap. Apertura che deve fare i conti con le comunità locali contrarie all'opera, visto che ad annunciarlo è il ministro per il Sud Barbara Lezzi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è

Danilo Toninelli, 43 anni, M5S, ministro per le Infrastrutture nel governo Conte dal primo giugno

300 le audizioni
di tecnici ed esperti effettuate prima di arrivare al tracciato definitivo della sezione transfrontalie-ra della Tav; 205 le sedute di lavoro

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