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20/05/2021

Valide fino al 29 ottobre le autorizzazioni Covid per il trasporto residui

Il Sole 24 Ore - P.Fi.

Albo gestori
Invariate le condizioni per l'esercizio dell'attività in modo legittimo
Con circolare n. 6 dell'11 maggio 2021, l'Albo nazionale gestori ambientali ha chiarito che le autorizzazioni per il trasporto di rifiuti in scadenza in periodo di emergenza Covid sono efficaci fino al 29 ottobre 2021. Un chiarimento importante perché l'autorizzazione è il presupposto della legittimità del trasporto.

L'articolo 103, comma 2, del Cura Italia (Dl 18/2020, convertito nella legge 27/2020, come da ultimo modificato dal Dl 125/2020 sullo stato di emergenza) disponeva per numerosi atti amministrativi (certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi e autorizzazioni ambientali «comunque denominati») una scadenza compresa tra «il 31 gennaio 2020 e la data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19». Gli indicati atti amministrativi conservano la loro validità per i novanta giorni successivi a tale data. Lo stato di emergenza è stato prorogato al 31 luglio 2021 (Dl 22 aprile 2021, n. 52). Quindi, ad oggi, l'efficacia degli atti scadrà il 29 ottobre 2021. Compresi i certificati di iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali per il trasporto di rifiuti.

La circolare chiarisce che resta ferma «l'efficacia dei rinnovi deliberati» e che per «proseguire il legittimo esercizio dell'attività» di trasporto rifiuti oggetto dell'iscrizione, l'impresa deve: rispettare le condizioni e i requisiti previsti; prestare la fideiussione a copertura del periodo compreso tra la data di scadenza dell'iscrizione e il 29 ottobre 2021, ove previsto; comunicare le variazioni dell'iscrizione.

Con la circolare n. 5 del 2 aprile 2021, invece, l'Albo ha posto fine alla querelle sulla nozione di «popolazione complessivamente servita» di cui all'articolo 9, comma 2, Dm 120/2014 con riferimento alle sei classi di iscrizione alla categoria 1 per raccolta e trasporto di rifiuti urbani. Per tale, l'Albo ha inteso «la popolazione effettivamente servita o che si è chiamati a servire nell'ambito dell'affidamento (quindi, frazione, porzione di Comune o di Ambito territoriale), e non quella dell'intero territorio di riferimento (Comune o Ambito territoriale)». La questione si è posta perché i servizi di gestione rifiuti sono affidati nel rispetto delle norme sugli appalti (Dlgs 50/2016); quindi, le stazioni appaltanti devono sapere cosa chiedere esattamente, mentre i partecipanti all'appalto devono possedere il requisito dei mezzi di trasporto necessari prima di partecipare alla gara. Dal chiarimento dell'Albo derivano gare pubbliche più trasparenti e deflazione del contenzioso amministrativo.

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