scarica l'app
MENU
Chiudi
09/11/2019

«Valdastico, un’opera inutile»

Corriere del Trentino

Le associazioni ambientaliste al ministero: il progetto va avanti anche senza alcuna legittimità
Le firme in calce alle osservazioni sul documento presentato dalla A4 ai fini della Valutazione di impatto ambientale inviato al Ministero per i bene culturali sono di Legambiente, Wwf e Italia Nostra, a nome di tutte le realtà che compongono il Comitato No Valdastico Nord-A31: «L'iter burocratico non si è ancora fermato - afferma Aaron Iemma del Wwf - e pur senza alcuna legittimità, pur in presenza dell'opposizione di intere amministrazioni comunali e intere comunità, quest'opera va avanti». Per fermarla, oltre alle manifestazioni e alle raccolte firme, ci si affida anche alle carte bollate: «Con fatica - ammette Pietro Zanotti dell'associazione Ledro Inselberg - perché non abbiamo un stuolo di avvocati e non abbiamo le risorse che hanno le società che vorrebbero fare la Valdastico. Ma facciamo tutto il possibile per difendere il nostro territorio da quest'opera inutile e dannosa». «Inutile e dannosa» sono due aggettivi che seppur in termini legali ricorrono spesso nelle osservazioni inviate al ministero dalle associazioni ambientaliste: «Più che sulle questioni ambientali ci siamo però soffermati sulle questioni formali - spiega Zanotti -, questioni intollerabili». E aggiunge: «Il Consiglio di Stato si è già espresso nel dire che la mancanza di un progetto comune tra Trentino e Veneto annulla di fatto ogni ipotesi. Ad oggi non c'è un atto ufficiale della giunta provinciale che si esprime con chiarezza sulla realizzazione dell'opera: non si sa dove sarà previsto lo sbocco in Trentino, non si conoscono i tracciati, non c'è nulla sull'impatto ambientatale, sulla logistica». E in mancanza di tutto questo, senza ufficialità, «rimane valida la posizione del Consiglio di Stato» che annullava la delibera del Cipe, il Comitato interministeriale di programmazione economica, che inseriva la prosecuzione della Valdastico in Trentino tra le opere strategiche. «Stiamo parlando dell'ennesima autostrada che va contro la prospettiva di inversione del modello di sviluppo - continua Zanotti - quando si dovrebbe guardare a una riduzione del traffico veicolare, con investimenti verso altri tipi di mobilità più sostenibile». Dagli studi da lui condotti «con la previsione di traffico sull'ipotetica Valdastico si avrebbe un'emissione di inquinanti paragonabile a 2,5 inceneritori come quello di Brescia che è il terzo inceneritore d'Europa». Gli ambientalisti ricordano che nella legge sugli appalti pubblici c'è scritto che «il primo compito di una progettazione è il soddisfacimento degli interessi della società». Intesa però nell'accezione sociologica, non in quella commerciale: «Certo - confermano - perché le comunità attraversate dall'opera non avrebbero vantaggi, che avrebbe invece la società autostradale in virtù del rinnovo della concessione a seguito dell'investimento infrastrutturale sulla realizzazione della Valdastico». Sul tema della concessione interviene duramente anche Beppo Toffolon di Italia Nostra: «Ormai è acclarato che quest'opera non rende in termini economici, è un pozzo senza fondo di soldi buttati via. Quest'opera rende solo perché c'è di mezzo una concessione autostradale che nel caso fosse rinnovata andrebbe ad appianare le perdite». E l'accusa: «Questa è una tecnica fraudolenta per evitare una gara pubblica e chi sostiene le ragioni della realizzazione di quest'opera sapendo che ai territori non porterà alcun benefico - e Toffolon indica imprenditori, amministratori e politici - sta diventando complice di una truffa delle leggi europee». Alla presentazione delle osservazioni al documento presentato dalla società autostradale al Ministero anche un rappresentante di Fridays for Future, Alberto Dal Lago: «Siamo arrivati al limite, non c'è più tempo - ha esordito, mutuando lo slogan di Greta Thunberg - e queste opere non portano certo nella direzione di uno sviluppo sostenibile. Dobbiamo unire le nostre forze e intrecciare le nostre lotte». Donatello Baldo Le tappe Gli anni '70: Pirubi a Besenello Negli anni '70 i politici Piccoli, Rumor e Bisaglia (di qui Pirubi), definirono il progetto di un'autostrada tra Vicenza e Piovene Rocchetta, all'imbocco della Valdastico; il progetto prevedeva l'estensione fino a Trento, passando per montagne e gallerie, per sbucare nella zona di Besenello. Delrio e il tracciato a Trento Nord Dopo anni di contrarietà del Trentino al prolungamento dell'A31, nel 2015 ci fu una riunione preparatoria del Cipe (comitato interministeriale programmazione economica) con l'allora ministro Graziano Delrio e il governatore Ugo Rossi. Un nuovo via libera alla Valdastico con prevista uscita a Trento. L'idea di Fugatti: uscita a sud Da sempre favorevole al prolungamento della Valdastico Nord, il presidente Maurizio Fugatti ha ripreso in mano il progetto suggerendo un nuovo tracciato con uscita a Rovereto sud. Questa è formalmente l'ultima versione dell'opera, al vaglio del ministero.

La vicenda

● Le associazioni ambientaliste che si oppongono alla realizzazione della Valdastico si sono unite in un comitato, che da mesi sta organizzando iniziative ● In questi giorni hanno inviato al ministero per i beni culturali un documento di osservazioni al documento della A4 ai fini della Valutazione di impatto ambientale dell'opera ● Alla base delle osservazioni, l'idea che la Valdastico sia un'opera «dannosa e inutile», un «pozzo senza fondo di soldi buttati via»

Foto: All'attacco I rappresentanti delle asso iazioni ambientaliste contro la Valdastico