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27/06/2020

Valdastico, cresce il fronte del no all'”opera sciagurata”

Il Trentino

Tutti contro la Provincia. Il Patt chiede un referendum; il Comitato NoA31 e Rinascita Rovereto denunciano l'inutilità dell'autostrada; Gerola (ex sindaco di Terragnolo): addio sorgenti
MICHELE STINGHEN ROVERETO. Opera che serve solo ai veneti, giunta Fugatti che se ne infischia delle operazioni di ascolto, opera "sciagurata" e il Patt che chiede un referendum. Si moltiplicano gli interventi di gruppi e partiti contro la scelta della giunta provinciale di avviare l'inserimento dell'uscita dell'autostrada della Valdastico a Rovereto Sud. Una opzione che ha spostato il "fronte" nelle valli del Leno e in particolare a Terragnolo. «Le amministrazioni che ho guidato sono sempre state contrarie unanimemente a quest'opera - afferma l'ex sindaco di Terragnolo Danilo Gerola - danni irreversibili, distruzione dell'ecosistema, ma la cosa più a rischio è il sottosuolo, le riserve idriche sotto il Pasubio e quelle sotto gli Altipiani di Folgaria e Lavarone, i cui bacini di raccolta sono estesi su molti chilometri quadrati, guardare la sola sorgente dello Spino è volutamente riduttivo». Fugatti e Lega nel mirino L'ex sindaco definisce il progetto di Fugatti e della Lega "scellerato". «Oggi si dovrebbe pensare ad altro, per creare lavoro e occupazione con opere necessarie e realizzabili nel breve e medio termine, pensando più ai bisogni, alla dimensione e alla vocazione delle imprese trentine. Invece si vuole creare un nuovo corridoio di scorrimento verso il Nord, si badi bene "corridoio", per immettersi poi su una A22 che mal sopporta anche l'attuale traffico motorizzato». Il Patt, sia provinciale che la sezione di Rovereto, esprimono dissenso: «Fugatti ha gettato la maschera, ha rinunciato ad ascoltare e risolvere i problemi dei trentini favorendo solo ed esclusivamente i veneti. Le obiezioni delle amministrazioni della Vallagarina, i comitati spontanei, la nostra raccolta firme che ha certificato la posizione contraria di centinaia di lagarini e non solo, la presa di posizione anche di abitanti della Valsugana non sono state nemmeno prese in considerazione. Gli si è passato sopra come se nemmeno esistessero», scrivono il segretario Marchiori, il coordinatore lagarino Gatti e il vicepresidente Conci. La sezione del Patt di Rovereto è dello stesso avviso, e chiede "l'indizione di un referendum popolare in Vallagarina e nelle valli del Leno per coinvolgere concretamente i territori, inutile altrimenti mescolarsi alla gente nei vari mercati cittadini per far percepire una "vicinanza" che poi nei fatti non c'è», scrive il segretario locale Davide Gamberoni. Il Comitato NoA31 e Rinascita Rovereto sono pronti a dar battaglia; «Prosegue il nostro impegno per la tutela dell'ambiente e la salute della popolazione, per nuovi e diversi modelli di sviluppo e mobilità. Denunciamo l'inutilità di un'autostrada sciagurata, in contrasto con la Convenzione delle Alpi e le procedure di dibattito pubblico previste dal codice degli appalti, in spregio alla trasparenza e alla partecipazione popolare. La decisione di opere così impattanti non può essere il frutto di accordi segreti a beneficio delle società concessionarie e non certo del reale sviluppo economico e turistico».

Foto: • La simulazione di uno dei viadotti della Valdastico nel percorso lungo le valli del Leno