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25/02/2021

Vado a vivere in campagna Radicondoli lancia idee e guadagna residenti

La Repubblica - Maurizio Bologni

il fenomeno
Servizi, contributo- affitti: sempre più toscani pronti a lasciare le città Dal senese all'Amiata, tutti gli incentivi dei piccoli Comuni E il Centro studi turistici conferma un aumento delle prenotazioni per le mete meno battute
È fenomeno "migratorio al contrario", infinitesimale rispetto a quello che spopolò le campagne. Singoli, famiglie, piccoli gruppi di persone, hanno però accelerato il percorso opposto, dalla città alla campagna, sotto la spinta centrifuga dai grandi agglomerati urbani innescata dalla pandemia e sedotti dal messaggio consolidato che in campagna si vive meglio: soltanto ieri, ad esempio, Coldiretti di Massa Carrara ha rivelato che, sulla base delle denunce complessive di infortunio da Covid 19 alla data del 31 gennaio scorso, appena lo 0,3% dei contagi colpisce le campagne, mentre il Centro studi turistici di Firenze conferma una crescente pressione di prenotazioni verso le mete meno battute dal turismo. O altrimenti al mare: in Versilia, ad esempio, si registra un'impennata dei prezzi di affitto delle case vacanza. Ma questa è un'altra storia.
Quello a cui si assiste è, invece, il lento ma progressivo trasferimento permanente dalla città alla campagna di famiglie che sfruttano l'opportunità dello smart working e gli incentivi offerti dai piccoli Comuni.
A Santa Fiora, che si promuove come smart working village, grazie alla banda ultraveloce e ai servizi offerti alle famiglie (asilo nido, materna, scuola ludoteca aperta fino alle 18.30 e campi estivi con rette massime di 200 euro), già 12 famiglie si sono trasferite in questo borgo dell'Amiata approfittando dell'offerta del Comune, che paga per sei mesi metà dell'affitto a chi prende la residenza per due anni, mentre si registrano 4-5 richieste al giorno di allaccio alla fibra ultraveloce - numeri da grandi città - da parte di chi, evidentemente, prevede soggiorni lunghi nei prossimi mesi. Nella vicina Arcidosso l'azienda Weamay di Reggio Emilia ha trasferito il proprio call center e assunto 13 addetti. Spicca però per intraprendenza il Comune di Radicondoli con il progetto a 360 gradi WivoaRadicondoli: "bruciati" in un soffio i quasi 200 mila euro offerti, con contributo individuale fino a 20 mila euro a pratica, a chi avesse acquistato casa, preso e tenuto residenza per 10 anni nel territorio, un anno dopo il primo bando il piccolo Comune rilancia con un'altra raffica di iniziative.
Paese cablato di 1.000 persone, 8 milioni di bilancio annuale e già quasi un milione di euro investito tra 2020 e 2021 per contributi per la residenza, le famiglie e le imprese, Radicondoli rifinanzierà a giorni il bando casa e intanto ne ha già aggiunto uno per l'affitto: 2.400 euro all'anno a chi decide di prendere la sua prima casa in affitto in paese e tenere qui, per almeno quattro anni, la residenza (oltre che a coloro che ancora non vivono a Radicondoli, il bando è rivolto ai residenti under 35). Ma sono uscite anche le gare per sedurre le imprese: fino a 8 mila euro di contributo per chi apre una nuova attività (plafond totale di 114 mila euro) e un contributo massimo di 4.000 euro (plafond di 125.500 euro) per coprire le spese le imprese che si impegnano a rimanere sul territorio per tre anni. «Abbiamo fatto anche un bando facciate, destinato contributi e tagliato del 25% la Tari alle attività economiche che hanno avuto perdite da coronavirus» dice il sindaco Francesco Guarguaglini.
Radicondoli ha confermato il bando pendolari: a chi usa la macchina propria per andare a lavorare lontano dal paese viene rimborsata una cifra massima uguale all'importo dell'abbonamento dei mezzi pubblici per compiere quel tragitto: chi lavora a Firenze, ad esempio, riceve un contributo fino a 1.400 euro l'anno. E copre le spese della scuola (fino a 250 euro per chi frequenta le medie e fino ad un massimo di 350 euro con il rimborso dell'80% del trasporto per chi frequenta le superiori). Ma dove li trova il Comune tutti questi soldi? Capitolo ricco delle entrate è quello delle concessioni per lo sfruttamento delle concessioni geotermiche pagate da Enel. Già, a proposito, non si dimentichi il contributo, fino ad 800 euro, che il Comune assegna per le spese in combustibili alle famiglie che non godono del teleriscaldamento. A Radicondoli hanno pure questo.

Foto: kIl sindaco e il borgo Sopra, Francesco Guarguaglini, sindaco di Radicondoli (a destra)