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03/03/2021

Vaccini e appalti in mano all’alpino decorato

La Verita' - CLAUDIO ANTONELLI

Il generale Figliuolo, un anno fa, gestì il rimpatrio dei 55 italiani bloccati a Wuhan, poi fece allestire ospedali da campo a Piacenza e Crema. Porterà nella struttura commissariale il modello dell'esercito, garantendo la catena di distribuzione degli immunizzanti Il militare dialogherà con Gabrielli, nuovo sottosegretario ai servizi segreti Roma segue V'esempio Usa e prepara un 'organizzazione da periodo bellico
• Ore 15 di ieri pomeriggio: i nuovi sottosegretari giurano alla Repubblica. Mezz'ora prima Domenico Arcuri viene convocato a Palazzo Chigi. Forse incrocia il premier Mario Draghi. La struttura della presidenza del Consiglio informa l'ad di Invitalia che non ha più responsabilità dell'emergenza Covid. Terminata la cerimonia del giuramento, l'ufficio stampa di Palazzo Chigi comunica che è stato nominato il nuovo commissario all'emergenza. È il generale di Corpo d'armata Francesco Paolo Figliuolo. Alpino, dal 2018 comandante logistico dell'esercito, ha numerose medaglie sull'uniforme, tra le quali spicca la croce d'argento al merito ricevuta nel 2002, quando comandava il gruppo artiglieria da montagna in Kosovo e si trovò a gestire le tensioni tra i serbi e i kosovari albanesi. È stato in Afghanistan, ma soprattutto il primo a entrare in contatto con i problemi del virus. Al generale ormai un anno fa fu affidato il compito di gestire la quarantena dei 55 italiani rimpatriati da Wuhan. Subito dopo quello di allestire gli ospedali da campo a Crema e Piacenza e ovviamente tutte le strutture della Cecchignola a Roma. Lo scorso 25 novembre il generale si è presentato al Senato in audizione alla commissione Difesa per illustrare quanto fatto fino ad allora dalle forze armate, un enorme impegno oscurato mediaticamente dalla gestione del fu commissario Arcuri. Nel corso del suo intervento, Figliuolo ha illustrato ai senatori anche la gestione dei tamponi. «Con l'avvio dell'Operazione Igea (voluta dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini) per la realizzazione dei Drive through Difesa in supporto ai sistemi sanitari», ha spiegato, «sono state attivate 200 postazioni, di cui 140 gestite dall'esercito, delle quali a oggi 106 sono già operanti sul territorio nazionale», aggiungendo anche che: «Sin dall'insorgenza della crisi pandemica la sanità militare ha operato in maniera tempestiva in piena sinergia con il servizio sanitario nazionale». Il riferimento era alle sinergie con il Policlinico, senza contare il Celio e le attività legate ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Fin qui le premesse per far cadere la scelta del nuovo commissario sul generale Figliuolo, che nelle ultime settimane era stato anche nella terna finale per l'incarico a capo di stato maggiore dell'esercito, ruolo per cui è stato indicato Pietro Serino. Così Draghi ha individuato il profilo e dopo aver consultato il ministro Guerini ha comunicato la scelta al diretto interessato solo domenica sera. Una scelta che ha un valore estremamente politico. Non tanto perché (viste le reazioni sui social) è stata accolta più favorevolmente che una vittoria dell'Italia ai mondiali, ma perché tira una cesura forte sul modello ArcuriConte, fallimentare su tutta la linea. Al neo commissario, che attende a breve il dpcm di nomina, il compito di trasferire modello e organizzazione delle forze armate dentro la struttura commissariale. Sistemare incarichi e far partire la macchina come si fa in tempo di guerra. Compresa la gestione di tutti gli appalti e il controllo e la supervisione della supply chain dei vaccini. Al di là di Israele che da subito ha dirottato i fondi pe r la Difesa e affidato la guerra al covid ai militari e all'intelligence, il modello più vicino a quello cui andiamo incontro con Figliuolo potrebbe essere americano. Nella tarda primavera del 2020 l'ex presidente Donald Trump ha incaricato il generale Gustave «Gus» Perna di dirigere l'operazione Warp speed. In pratica un progetto di partnership pubblico e privato con l'intento di accelerare lo sviluppo, la produzione e l'organizzazione logistica dei vaccini. Non sarà così facile e veloce convertire una struttura che fino a oggi sperava di coprire con le primule un fallimento di mesi. Che sperava di far dimenticare agli italiani il fatto di aver perso l'occasione, lo scorso maggio, di permettere a Reithera l'avvio di un vaccino italiano. All'epoca, un fondo straniero avrebbe potuto investire con tutti i vincoli di salvaguardia del territorio nazionale e dei suoi cittadini nelle operazioni di studio delle prime fasi. Adesso avremmo avuto probabilmente un vaccino. Invece Invitalia ha perfezionato il bonifico e l'ingresso del capitale ai primi di febbraio, rendendo del tutto inutile l'attesa. Se tutto dovesse procedere senza intoppi, non avremo il nostro vaccino prima di novembre. Sono temi che d'ora in avanti per fortuna saranno sotto il controllo delle forze armate. Attendiamo anche di vedere il dpcm di nomina di Franco Gabrielli, adesso sottosegretario ai servizi. La sua delega dovrebbe includere anche i temi più ampi della sicurezza nazionale. Dovrebbe nascere una collaborazione tra le figure. Avere i vaccini e trovare il personale necessario per fare le iniezioni, in tempo di guerra, rientra infatti nella sicurezza nazionale. La prima cosa, la più urgente, è togliere dal frigo le scorte già consegnate. Sono circa 1,5 milioni di dosi da somministrare.

Foto: ONORI II generale Francesco Paolo Figliuolo mentre, nel 2016, riceve l'insegna dell'Ordine militare d'Italia da Sergio Mattarella


Foto: [Ansa]