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10/07/2020

VACCINATI DALLA TIRRENICA

Corriere Fiorentino

Opere, commissari, speranze
di Mario Lancisi Arriva il commissario, figura tipica dell'Italia della burocrazia e dell'indecisione. Quando i poteri decisionali si incartano nei veti incrociati e nell'arte gattopardesca del rinvio, ecco che la politica si affida al commissario di turno, Cincinnato dei nostri tempi, per sbrogliare matasse intricate. Così in Toscana la Tirrenica, di cui si parla dai primi anni Sessanta, e la Grosseto- Fano, opera prevista da una legge dello Stato del 29 novembre 1980, sono state commissariate, assieme alla più recente Darsena Europa. Tre opere cruciali per lo sviluppo economico della regione. La Tirrenica attraversa la Costa e dovrebbe svilupparne gli scambi economici e turistici con il nord e il sud del Paese mentre la Grosseto-Fano, la cosidetta Due Mari, un'idea nientemeno che di papa Pio VI e di Leopoldo granduca di Toscana, per collegare, superando la catena appenninica , il mare Tirreno a quello Adriatico. La Darsena Europa infine dovrebbe rilanciare il porto di Livorno e consentirgli con 16 metri di pescaggio di ospitare le grandi navi da 18 mila container ed essere quindi più competitivo nello scacchiere dei porti europei e mondiali. La nomina di un commissario per ciascuna di queste tre opere, sulla falsariga di quanto fatto per il ponte Morandi a Genova, è una scossa per la Toscana: individua tre priorità e riconosce i troppi ritardi accumulati negli anni. È come dire, ora basta: si proceda, a definire i progetti e si aprano i cantieri. Rapidamente. Il tempo è scaduto. E l'ultimo treno sta per passare: guai a perderlo. Ma sarà davvero l'occasione da afferrare al volo, lo sbroglio delle matasse? L'esempio della Tirrenica deve fare da avviso. Sì perché la Livorno-Civitavecchia di commissari ne ha già avuti due, Antonio Bargone e Giorgio Fiorenza, ma l'autostrada non è stata realizzata. Anzi è stata declassata a superstrada e c'è chi, come l'ex presidente della Regione Vannino Chiti ricorda che «l'autostrada Tirrenica sarebbe dovuta essere il completamento di un asse anche europeo», l'E80. Che fino a qualche mese fa aveva due buchi neri: il ponte Morandi crollato e il tratto toscano da Rosignano a Tarquinia. Ora ne ha solo uno, quello toscano e per la nostra regione non è un gran vanto. Ma ora la partita è un'altra: far sì che i commissari funzionino e che il governo assegni loro poteri e soldi. «I commissari devono poter agire in deroga al codice appalti, alla Via, agli espropri e ai procedimenti autorizzativi: altrimenti non contano nulla», sostiene Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Regione. Come dargli torto?