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12/06/2019

«Va rivista la normativa sui ricongiungimenti»

Il Piccolo di Trieste - Laura Borsani La. Bo.

il sindaco cisint
«Il fenomeno, storico, rimane sinonimo della scelta produttiva di Fincantieri, che la nostra amministrazione comunale sta combattendo». Il sindaco Anna Maria Cisint definisce un «grave pregiudizio la linea di privilegiare il sistema dell'appalto e del subappalto». Su tutto pone una questione: «I ricongiungimenti famigliari danno la possibilità a troppi immigrati di sostituire una parte del tessuto sociale. La normativa va riconsiderata, non autorizzando le pratiche in ordine a quanti lavorano a tempo determinato».Il concetto per il primo cittadino sta in questi termini: «La presenza massiccia di un'unica etnia crea evidenti problemi di carattere sociale, abitativo, scolastico, sanitario, poiché numeri così sbilanciati rendono difficile un'equilibrata gestione, così come la stessa integrazione. Tutto è frutto di una mancata politica pregressa nel governare questo processo che ora acuisce le criticità». Cisint parla della necessità di «determinare strategie produttive che siano utili ai residenti autoctoni». E a propsito delle dichiarazioni di ospitalità osserva: «Ritengo che nell'arco di un anno siano 3 mila gli ospiti, complicando ulteriormente quindi la situazione».Il sindaco conclude: «È fondamentale la collaborazione di Fincantieri, alla quale chiedo un cambio di direzione, volta a dare lavoro al territorio, a fronte di condizioni economiche adeguate. Il caso Monfalcone dovrebbe insegnare circa le scelte di strategia industriale, poiché l'appalto e il subappalto se sono appetibili alterano però la realtà. Domani (oggi, ndr) sarò in Fincantieri per parlare anche di questi aspetti. Mi attendo precise azioni».--La. Bo.