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24/06/2020

Utili privati, perdite pubbliche I buchi neri del “project”

La Nuova Venezia - Alberto Vitucci

Sotto la lente gli accordi per grandi opere. Il terminal, ma anche il Pif di Fusina, l'ospedale e la discarica delle Tresse. Tutti targati Mantovani I retroscena
Alberto VitucciI costi li sostiene il pubblico, i guadagni sono dei privati. Doveva essere la soluzione magica per finanziare opere pubbliche in tempi di crisi. Invece pian piano il project financing,la finanza di progetto sul modello della normativa anglosassone si è spesso rivelata una trappola per gli interessi dello Stato e delle Regioni. Nel Veneto abbondano gli esempi di questi contratti. Siglati quasi tutti dalla Regione guidata da Giancarlo Galan, quasi tutti con società del gruppo Mantovani, l'impresa del Mose.L'ultimo è il caso che scuote alle fondamenta la struttura dell'Autorità portuale. Il "no" al bilancio espresso dai consiglieri di Regione e Città metropolitana, Maria Rosaria Campitelli e Fabrizio Giri è stato motivato proprio con il finanziamento deciso dal presidente Musolino («Senza informarne il Comitato di gestione») di 9 milioni di euro alla società Venice Ro.port Mos scpa del gruppo Mantovani. E alla proroga della concessione di 10 anni. «Illegittima» secondo i tecnici e vietata dal Codice degli appalti. «Necessaria», secondo Musolino, per salvare un'opera di pubblica utilità come il terminal traghetti di Fusina.Succede che qualche anno dopo aver firmato il contratto, l'impresa privata delproject si accorge che i conti non tornano. In questo caso il numero di navi è molto inferiore a quello che era stato previsto. Dunque, ecco la richiesta di rivedere i termini dell'accordo. Respinta nel 2016 dall'ex presidente Paolo Costa. Accolta il 27 luglio del 2018 con il nuovo accordo firmato da Musolino.Non è del resto l'unico project nella bufera. Sempre a Fusina, sempre la Mantovani con aziende collegate, sottoscrive con la Regione di Giancarlo Galan il contratto di project financing nel 2005 per il Pif, lo smaltimento delle acque reflue a Fusina. Operazione da 342 milioni di euro, di cui 92 a carico della Regione. Ma anche qui dopo qualche anno i conti non tornano. La quantità di acque reflue è inferiore a quella prevista nei contratti, anche perché nel frattempo molte industrie di Marghera hanno ottenuto dal Magistrato alle Acque l'autorizzazione a smaltirle in casa. Così l'operazione rallenta. E nel 2016 la Regione di Zaia decide una transazione da 55 milioni 951 mila 730 euro a vantaggio della Sifa, per porre fine al contenzioso e all'obbligo di pagare ogni anno 6 milioni di penale. Delibera pubblicata sulla Bur del 31 gennaio 2017.Project tutto d'oro è anche quello dell'ospedale. All'epoca dell'onnipotente Mantovani, viene costituita la società Venezia sanitaria per la realizzazione dell'ospedale dell'Angelo. 230 milioni il costo della nuova struttura, 124 pagati dal pubblico, 106 dai privati. I servizi a carico dell'Usl e affidati al privato. Parcheggi, lavanderie, ristorazione, anche il laboratorio analisi. Un canone di 77 milioni l'anno per 23 anni. Totale, 1780 milioni a carico delle casse pubbliche.Che c'entra con il Porto? Niente, se non fosse che l'impresa protagonista del project è sempre la stessa, la Mantovani. Che ha anche con la società Tressetre la gestione della discarica dell'isola delle Tresse. Qui la concessione è stata prorogata, sollevando una bufera di polemiche anche all'interno del Provveditorato (ex Magistrato alle Acque). Ma la redditività evidentemente è alta, perché nessuno si è sognato di chiedere, come nel caso del Pif di Fusina e del terminal della società Venice Ro.port Scpa una revisione del piano finanziario.Adesso, mentre si attende la nuova convocazione del Comitato di gestione per l'approvazione del bilancio per il 26 giugno, i riflettori sono accesi sulle modalità dei project. Se n'è già occupata la Corte dei Conti, che con la Guardia di Finanza tiene alta l'attenzione sui meccanismi di questi accordi. La questione del bilancio bocciato è diventata questione politica. Con il rischio reale che la guida del porto veneziano sia commissariata dal Ministero, come prevede la legge sui porti in caso di bocciatura del bilancio. Resta aperto il tema "tecnico" degli accordi con i privati. Sempre gli stessi, da vent'anni a questa parte, che gestiscono le operazioni più importanti della Regione. Dal Progetto integrato delle acque all'Ospedale, dalle discariche dei fanghi al terminal di Fusina. --© RIPRODUZIONE RISERVATA