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05/03/2019

Ustionato in sala operatoria, tutti assolti

Il Centro

»IL caso IN OSPEDALE sant'omero
A processo con l'accusa di lesioni colpose erano finiti due chirurghi, due dirigenti Asl e il responsabile di una ditta esterna
di Alessia Marconi SANT'OMERO Era entrato in sala operatoria per essere sottoposto ad un'appendicectomia, ma i teli sterili utilizzati nell'intervento avevano preso fuoco e ne era uscito con ustioni di primo e secondo grado. Un incidente per il quale il tribunale di Teramo ha stabilito che non ci sono colpevoli. Ieri pomeriggio, al termine del processo di primo grado, il giudice Massimo Biscardi ha infatti assolto tutti i cinque imputati con la formula "perché il fatto non costituisce reato", riservandosi 90 giorni per il deposito delle motivazioni. Lo stesso pm di udienza, il vice procuratore onorario Donatella Capuani , aveva chiesto l'assoluzione per tutti. A finire a processo, al termine delle indagini coordinate dal pm Bruno Auriemma , che all'epoca aveva disposto anche una consulenza tecnica, erano stati i due chirurghi Enrico Maria Calisesi e Vinicio Rizza , il responsabile della ditta fornitrice dei teli Giorgio Tardioli , e i dirigenti Asl Maurizio Turchetti e Giancarlo Cecchini in qualità di presidenti, in diversi periodi, della commissione giudicatrice della gara d'appalto per la fornitura del materiale sanitario in tessuto non tessuto. Tutti erano accusati di lesioni personali colpose. I fatti contestati ai cinque risalivano ad ottobre 2013 quando l'uomo, dopo essersi presentato all'ospedale di Sant'Omero in preda a forti dolori all'addome, era stato portato d'urgenza in sala operatoria per essere sottoposto ad un'appendicectomia. Ma dalla sala operatoria il 64enne era uscito con ustioni di primo e secondo grado, causate dai teli che si erano incendiati. Così era scattata la relativa denuncia, con la successiva apertura di un fascicolo per lesioni a carico dei 5 imputati. Sotto accusa erano così finiti sia l'utilizzo, da parte dei chirurghi, dell'elettrobisturi contemporaneamente a quello di un disinfettante con «caratteristiche di infiammabilità», come si legge nel capo di imputazione, sia i teli forniti dalla ditta che si era aggiudicata la gara d'appalto, che avevano preso fuoco «nonostante nel capitolato d'appalto fosse indicata testualmente la ignifugicità e l'antistaticità, in particolare del tessuto non tessuto da utilizzare nei presidi ospedalieri». La parte civile, rappresentata dall'avvocato Eugenio Galassi, si è detta amareggiata dalla sentenza. «È una sentenza che grida vendetta già solo per il fatto che l'assoluzione sia stata richiesta dal pm»,ha commentato Galassi, «Leggeremo le motivazioni ed è probabile che invocheremo l'appello e che chiederemo che sia trattato dalla procura generale». Soddisfatte invece le difese degli imputati. «Finalmente è emersa l'assoluta estraneità del mio assistito», ha commentato l'avvocato Tommaso Navarra difensore di Turchetti, «sottoposto ingiustamente ad un inutile giudizio». Il collegio difensivo, oltre che da Navarra, era composto dagli avvocati Arcangela Tardio , Giovanni Faraone , Vittorio Recalcati e Renzo Di Sabatino . ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: L'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero

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