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18/09/2018

Uova di pesce congelate Scattano sequestri e multe

Il Centro

La direzione marittima alla ricerca di confezioni con etichettatura fuori legge Trovati 4 quintali di prodotto ittico irregolare, tra cui vongole e un tonno rosso
PESCARA La disposizione è partita direttamente dal Comando generale. A livello centrale si sapeva che ad alcuni negozi abruzzesi erano state vendute delle confezioni di "uova di pesce volante congelate". Ma quelle 1300 confezioni, finite nei negozi di Pescara, Chieti e L'Aquila, risultavano fuori legge perché sull'etichetta mancava la dicitura «Può influire negativamente sull'attività e l'attenzione dei bambini». Una volta partita la disposizione del Centro di Controllo Nazionale della Pesca, gli Ispettori Pesca e il personale della polizia marittima di Pescara e Vasto della Guardia costiera si sono messi alla ricerca del lotto di "Tobiko orange, green e red", questo il nome delle uova di pesce volante, finito nei negozi abruzzesi. Le ispezioni, disposte dal Centro controllo area pesca della direzione marittima di Pescara, hanno riguardato in particolare gli esercizi etnici perché c'era il sospetto che fossero queste le attività destinatarie del lotto sospetto di queste uova minuscole, usate in Giappone per guarnire il sushi. E i timori sono stati confermati perché, tirando le somme dell'attività, la Capitaneria ha rintracciato delle confezioni non a norma, con delle infrazioni sia sulla tracciabilità che sulla etichettatura. Ed è scattato il sequestro, non solo per il prodotto che si stava cercando, il Tobiko, sia per altre specie ittiche non tracciate, delle quali non si conosce la provenienza. In totale sono stati ritirati dal commercio 230 chili e sono scattate sanzioni per 36mila euro circa. I controlli della Guardia costiera hanno avuto anche altre conseguenze, sempre a livello di sequestri. Un'operazione condotta su un moto peschereccio della flotta pescarese ha portato a scoprire 159 chili di vongole (del tipo Chamelea Gallina), suddivisi in 15 sacchi, nonostante fosse stato superato il limite giornaliero di cattura imposto all'imbarcazione. Nel confronti dell'armatore è scattato il sequestro del prodotto pescato oltre il consentito, ed è stato anche sanzionato. Visto che i militi erano ancora vivi, sono stati trasportati in mare e rigettati in acqua, nelle aree previste. C'è anche un altro intervento nel bilancio della Guardia costiera. Un diportista è stato trovato in possesso di un tonno rosso. E se l'è visto portare vista, sottoposto a sequestro. L'uomo dovrà pagare 2.000 euro. Con la raccomandazione che «le regole devono essere rispettate da tutti, non solo dai professionisti del mare». La direzione marittima di Pescara fa notare che «l'attività di contrasto alla pesca illegale prosegue anche dopo la stabile balneare perché la tutela della risorsa idrica e della salute del consumatori non può avere sosta». (f.bu.)

Foto: Un addetto della guardia costiera durante il sequestro