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05/11/2020

Un’opera bloccata da due anni e mezzo Progettisti in “lotta” ora con la pandemia

Il Piccolo di Trieste - D.D.A.

Dopo il subentro del soggetto costruttore la data di consegna finale è slittata al 2028 tra spinte ottimistiche e variabili legate all'epidemia l'iter travagliato
Dopo gli avvocati, tocca agli ingegneri. Gli uffici tecnici della Rizzani de Eccher e quelli dell'Azienda sanitaria stanno lavorando serratamente per chiudere il progetto esecutivo entro fine anno. Al centro c'è la necessità di rivedere le proposte di Clea nella parte bocciata dagli organi di verifica. Il cantiere è fermo da due anni e mezzo, perché la Commissione sismica e uno studio di progettazione indipendente non hanno approvato le soluzioni strutturali immaginate dal raggruppamento di imprese capitanato da Clea. Ne è derivata la rescissione unilaterale del contratto da parte dell'Ausgi nel maggio 2019. Un anno più tardi arriva la firma del nuovo affidamento ai fratelli de Eccher, dopo mesi e mesi di confronto sulla natura dei lavori, le condizioni di subentro e le garanzie assicurative e fideiussorie da offrire. Come previsto dalle norme sugli appalti, i costruttori friulani si sono impegnati a subentrare alle stesse condizioni offerte da Clea: 140 milioni, di cui 109 per opere edili e impiantistiche. Gara, affidamento e cronoprogramma erano stati impostati dalle gestioni precedenti, ma è toccato al direttore generale Antonio Poggiana e al vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi prendere atto della mala parata e rivedere i tempi di consegna per il rifacimento dell'ospedale. La data indicata dagli enti pubblici è l'inizio del 2028, ma i progettisti della Rizzani de Eccher sono convinti che si possa riuscire a risparmiare un paio d'anni di tempo e dunque non andare molto oltre le tempistiche stabilite nella gara d'appalto originaria. Bisognerà vedere anzitutto se il progetto esecutivo sarà pronto davvero per dicembre e cosa ne sarà dell'emergenza Covid, che ha fatto a sua volta perdere molto altro tempo. Regione, Azienda sanitaria e impresa costruttrice erano convinte di poter riavviare il cantiere nel giugno di quest'anno. Ma per quella data si è arrivati solo alla firma dell'affidamento, in una fase di calo della pandemia, che aveva spinto Riccardi e Poggiana a dirsi convinti che i due piani Covid sarebbero stati smantellati nella primavera del 2021 e inseriti nel programma di ristrutturazione. Ma i contagi sono tornati con una gravità tale da sconsigliare l'azzeramento dei due reparti di terapia intensiva e semintensiva in così poco tempo. Proprio nell'ambito dei lavori di rifacimento potrebbe essere realizzato inoltre un reparto intensivo specializzato proprio nell'affrontare epidemie. --D.D.A.© RIPRODUZIONE RISERVATA