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06/10/2018

Uno dei manager nei guai scarica le responsabilità Bufera su una petizione

Il Giornale di Vicenza

Una società a partecipazione pubblica gestita con metodi da azienda privata. Sono le accuse lanciate da un dirigente di Etra e inserite negli atti della procura della Corte dei Conti del Veneto. Accuse emerse a seguito delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Cittadella e che riguardano l'operato di tre dirigenti: il direttore generale Marco Bacchin, il coordinatore dell'ufficio gestione Daniele Benin e il responsabile dell'ufficio servizi approvvigionamenti Leonardo Pompeo Pieretti. Proprio da quest'ultimo arrivano le accuse più pesanti, relative alle modalità con cui sarebbe stato gestito l'appalto con la società De Vizia, sottoscritto in regime di proroga tecnica e che avrebbe portato la società ad un danno erariale di circa un milione e mezzo di euro. Nel corso delle indagini penali, Pieretti ha dichiarato di aver «più volte manifestato la criticità di dover redigere le proroghe dei contratti, atteso che il mio ufficio non ne cura l'esecuzione e non conosce i relativi aspetti di natura tecnica ed economica che hanno imposto il valore della proroga. In alcuni casi ho evidenziato le mie perplessità sul valore economico della proroga e sul contenuto della relazione tecnica, di cui non avevo elementi per valutarla».Pieretti rivela inoltre che in passato Etra gestiva «circa 100 contratti per gli affidamenti ambientali».«Nel corso del tempo - prosegue - siamo riusciti a ridurli a 100». E non è finita qui. Pieretti spara a zero contro una certa "disinvoltura" interna alla multiutility, in particolare per questioni risalenti al 2011 e gli appalti con la società De Vizia.«A mio modo di vedere, per alcuni dipendenti Etra vige tuttora la convinzione di potersi comportare come in un'azienda privata, senza sottostare al codice degli appalti previsto per gli enti pubblici e/o società partecipate dagli enti stessi».Spesso infatti, continua Pieretti, «i tecnici preposti ai vari servizi producono, nonostante i seminari di aggiornamento sul tema da me tenuti, il progetto di gara allo scadere del contratto vigente, se non a contratto già scaduto, non consentendo all'ufficio che dirigo di poter indire una nuova gara entro al scadenza del contratto». Nonostante il suo tentativo di smarcarsi, Pieretti finisce lo stesso sotto accusa in quanto responsabile dell'ufficio che ha poi stilato la determinazione che è stata infine sottoscritta dal direttore generale Marco Bacchin, che ne è quindi a sua volta responsabile. Lo stesso vale per l'altro manager finito nella bufera, Benin. Quest'ultimo, in quanto coordinatore dell'ufficio gestione, sarebbe colui che ha redatto la relazione tecnica e quindi il documento sul quale Pieretti ha evidenziato delle perplessità. Benin, si legge sempre nell'invito a dedurre della procura, «avrebbe dovuto redigere i piani finanziari connessi all'utilizzo dello strumento della proroga tecnica, atteso che l'uso indebito delle proroghe ha causato la corresponsione dell'indennità prevista».«Al contrario - proseguono gli atti - nell'anno 2011, momento in cui De Vizia ha chiesto l'aggiornamento del corrispettivo, lo stesso Benin si è adoperato per effettuare una specifica analisi di fattibilità, conclusasi con una determina con cui sono state accolte le nuove condizioni economiche proposte da De Vizia».Intanto, nelle sedi della multiutility ha iniziato a circolare un documento per promuovere una raccolta firme a sostegno dei tre dirigenti indicati.I sindacati, però, invitano i dipendenti di Etra alla prudenza. «Invitiamo i lavoratori ad astenersi di dare adesioni a pro o contro i dirigenti al centro dell'indagini della magistratura - affermai in una nota Maurizio Contavalli della Segreteria Regionale del Veneto Fiadel - Invitiamo altresì tutti ad attendere fiduciosi l'esito delle indagini che la magistratura contabile o quella che sarà incaricata produrrà». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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