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20/07/2021

Unità di lavoro aggiuntive dopo il subentro nell’appalto

Il Sole 24 Ore

Contributi previdenziali e assistenziali / A cura di Aldo Forte / [1564]
Un'azienda vince una gara di appalto per servizi di pulizie e acquisisce i dipendenti dall'impresa uscente, nel rispetto della clausola sociale. L'acquisizione di tali lavoratori dev'essere considerata come incremento occupazionale e, in caso di successiva perdita dell'appalto, andrà considerata come decremento? Si evidenzia che il contratto collettivo nazionale dei servizi di pulizia aziende industriali riporta all'articolo 4 che «tali assunzioni non costituiscono occupazione aggiuntiva», e che la cessazione per perdita di appalto non è prevista tra le cause di cessazioni neutre. G.G. - PARMA L'articolo 31 del Dlgs 150/2015 dispone che, nei casi in cui le norme incentivanti richiedano un incremento occupazionale netto della forza lavoro mediamente occupata, il calcolo sia effettuato mensilmente, confrontando il numero di lavoratori dipendenti equivalente a tempo pieno del mese di riferimento con quello medio dei 12 mesi precedenti. I casi in cui è possibile escludere dal conteggio alcuni lavoratori riguardano coloro che nel periodo di riferimento abbiano abbandonato il posto di lavoro a causa di dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d'età, riduzione volontaria dell'orario di lavoro o licenziamento per giusta causa. Né la norma europea di riferimento (regolamento 651/2014) né l'Inps hanno contemplato tra le ipotesi di esclusione quella descritta nel quesito e si ritiene che la clausola del contratto collettivo non sia sufficiente per giustificare tale esclusione. Pertanto i lavoratori acquisiti in forza di un cambio di appalto vanno conteggiati ai fini del citato calcolo incrementale e ciò vale anche per il caso opposto di risoluzione dei rapporti per cessazione dell'appalto.