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24/03/2021

Un’impresa su tre sui fondi Ue

Il Messaggero

In Umbria, più di una impresa su tre ha intenzione di utilizzare i finanziamenti europei e i fondi comunitari. A dirlo, un'indagine condotta da SiCamera e InfoCamere su oltre 32mila imprese italiane nell'ambito del progetto il Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali, svolta da Unioncamere e dall'Agenzia per la Coesione territoriale e finanziato dal Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020. Per il presidente della Camera di commercio dell'Umbria Giorgio Mencaroni «le imprese sono consapevoli dell'importanza di accedere ai finanziamenti europei e ai fondi comunitari, ma temono che la partita sarà complicata, al solito da una burocrazia ipertrofica. Molte imprese, soprattutto le micro e le pmi rischiano di restare escluse da flussi di risorse per la ripartenza post Covid. Il sistema delle imprese può farcela, ma servono azioni rapide ed efficaci di semplificazione delle procedure, a cominciare dall'utilizzo di un linguaggio semplice nei bandi e nella modulistica. E, ovviamente con il prestare efficaci programmi di assistenza tecnica per le imprese». La pandemia e la discussione intorno alle nuove risorse europee potrebbero essere all'origine della rinnovata attenzione delle imprese all'utilizzo dei finanziamenti della Ue. Ma serve chiarire alcune questioni. «Alcune delle imprese continua il presidente dell'ente camerale regionale - indicano tra le criticità soprattutto il fatto che i settori dei bandi non sono attinenti alle attività dell'impresa, che da parte delle amministrazioni responsabili dei bandi non viene prestata adeguata assistenza, mentre agli istituti di credito viene imputata scarsa chiarezza. Per ovviare a queste problematiche sarebbe indispensabile la semplificazione delle procedure amministrative, l'utilizzo di un linguaggio semplice in bandi e modulistica, assistenza tecnica per l'accesso ai bandi e in itinere, una documentazione amministrativa standard, una comunicazione maggiormente mirata a target specifici, un'informazione più approfondita sulla tempistica di avvio dei bandi, e tempi certi per la pubblicazione di avvisi, la valutazione del progetto e i pagamenti».
Cristiana Mapelli