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08/05/2020

«Uniamo le forze per aiutare le famiglie»

QN - Il Giorno

SESTO SAN GIOVANNI di Laura Lana Un comitato strategico per affrontare le problematiche che l'emergenza coronavirus sta causando alle scuole, con l'obiettivo di trovare soluzioni rapide e concrete soprattutto in vista dell'estate e dell'eventuale avvio dei servizi di conciliazione come i centri estivi comunali. Già nei giorni scorsi da più parti era arrivata la sollecitazione all'amministrazione soprattutto da parte della sinistra, e anche il Pd ha chiesto la convocazione della terza commissione per capire le intenzioni del Comune. Per ora nel "comitato strategico" sono stati chiamati il Coordinamento dei comitati genitori degli istituti sestesi, i dirigenti scolastici cittadini e a Ats. «Il 19 maggio ci sarà il primo incontro per capire la disponibilità di tutti a costruire ipotesi di lavoro e proposte, in attesa che il ministero metta a disposizione coperture necessarie per la tutela della salute di docenti e minori», spiega l'assessore all'Educazione Roberta Pizzochera. Al di là di possibili cappellini con visiera per i più piccoli, «con i tecnici stiamo riflettendo da giorni su come attrezzare la città - continua l'assessore -. Stiamo pensando all'estate che è alle porte. Ancora non sappiamo le modalità con cui potranno svolgersi i centri ricreativi estivi, ma il bando è in via di aggiudicazione definitiva». Un bando che aveva già suscitato diverse perplessità da parte delle famiglie e dell'opposizione, per aver lasciato scoperto l'intero quartiere di Cascina Gatti. «Se ci fosse la disponibilità a un'apertura estiva anche da parte delle scuole paritarie e degli oratori riusciremmo ad avere spazi idonei per tutti - replica Pizzochera -. La settimana scorsa, in Comune, abbiamo incontrato i parroci della città e insieme a loro abbiamo cominciato a ragionare sulla disponibilità delle parrocchie per accogliere i bambini durante l'estate. Si dovrà pensare anche a settembre, a una scuola che possa vivere gli spazi aperti come ambienti di apprendimento e non solo alle aule con i banchi». Proprio su questo punto, il Coordinamento dei comitati genitori nei giorni scorsi ha elaborato una dettagliata relazione, insistendo sulle criticità della didattica a distanza e ipotizzando soluzioni anche per gli studenti disabili. «La Fase 2 deve essere un momento per riflettere e progettare la ripartenza delle famiglie, gli spazi per i bambini e i ragazzi e i loro bisogni - conclude Pizzochera -. Se la didattica a distanza può essere un vantaggio per molti aspetti, sotto altri punti di vista deve essere accompagnata da spazi alternativi in linea con le indicazioni del Ministero che cercheremo di recepire e attivare in città». © RIPRODUZIONE RISERVATA