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05/07/2019

Un’Estate caldissima

L'Arena di Verona

CULTURA E POLITICA. La nomina di Mangolini accende il dibattito tra opposizione e maggioranza
Polemiche senza fine Botta e risposta sul nuovo direttore tra Tosi e Briani «Si tratta di una resa al Teatro Stabile del Veneto» «Scelta regolare, non sono schiava di nessuno»
© RIPRODUZIONE RISERVATA All'indomani della nomina, infuria la polemica. La scelta di Carlo Mangolini come nuovo direttore generale della rassegne teatrali del Comune fa alzare i toni di una discussione che in realtà ha accompagnato fin dall'inizio tutta la vicenda del «sostituto» di Gian Paolo Savorelli. Non per la figura del candidato in sé, di cui non è messa in discussione la professionalità, quanto per il suo essere dipendente del Teatro Stabile del Veneto.Incarico rispetto al quale abbiamo chiesto allo stesso Mangolini raggiungendolo ieri al telefono. «Sono spiacente, vorrei rimandare ogni commento perchè domani (oggi per chi legge) incontrerò l'assessore Briani e preferirei prima valutare con lei». Significa un obbligo di silenzio? «No, per carità», replica il neodirettore. E così un po' si sbilancia: «Dovrò verificare compatibilità o incompatibilità del mio attuale incarico con la nuova nomina. Ho chiesto in proposito a professionisti competenti. Certo io oggi quello che ho con lo Stabile del Veneto è un contratto a tempo indeterminato, con Verona si tratta di un incarico per due anni, è normale fare delle riflessioni».Ma su questa «compatibilità o incompatibilità» arriva l'attacco di Flavio Tosi: «Verona con Sboarina sta diventando una piccola colonia periferica che cede i suoi gioielli. Il Comune con la nomina a direttore artistico di Carlo Mangolini appalta, in una resa senza condizioni, la sua stagione teatrale al Teatro Stabile del Veneto, cioè a Venezia». Sono parole dure quelle di Flavio Tosi nel commentare la nomina di Carlo Mangolini a nuovo direttore delle rassegne teatrali veronesi. Ancora Tosi puntualizza: «Nulla contro il professionista, ma la nomina di Mangolini è frutto di una precisa sudditanza politica di Sboarina a Zaia e alla Lega. Tra l'altro non si capisce, in questo drammatico e grottesco contesto, lo spreco per il Comune di pagare uno stipendio all'Assessore alla Cultura Francesca Briani, alla quale passa davanti tutto e non decide nulla. Mangolini ha vinto un bando che ha avuto, per così dire, una vita burocratica travagliata. Ne sono stati scritti tre, il primo addirittura fu annullato perché evidentemente pilotato».«Sono attonita: non ho mai sentito qualcosa di simile», replica l'assessore Francesca Briani di fronte alle parole di Tosi. «Si è creata una commissione regolarmente nominata, che ha lavorato nella più totale indipendenza, cosa che ho cercato e voluto in tutti i modi. Il mio ruolo è stato solo quello di dare delle indicazioni di indirizzo riguardo ai requisiti del candidato per il bando, poi la commissione ha lavorato in autonomia. Se questo era il candidato migliore, cosa dovevamo fare, escluderlo perchè è dipendente dello Stabile del Veneto? Tosi poi parla di tre bandi, in realtà sono due: di quale terzo bando parliamo? C'è un primo bando ritirato dal sindaco (io l'avrei mantenuto) e un secondo soltanto prolungato. Non sono schiava nè suddita di nessuno, lavoro sempre e solo per il bene della città».