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10/11/2019

Un’assoluzione che non cerca rivincite Paniz: «Rispettoso della magistratura»

Il Gazzettino

CORTINA
Andrea Franceschi ha ricevuto la notizia della sua definitiva assoluzione sul caso del presunto appalto pilotato per la gestione dei rifiuti, che coinvolgeva anche l'ex assessore Enrico Pompanin e l'imprenditore Teodoro Sartori, dal suo legale Maurizio Paniz che lo ha seguito solo in questo ultimo grado di giudizio.
Franceschi, che attualmente si trova all'estero, non ha voluto commentare l'esito di un lungo processo che lo ha tenuto sulla graticola dal 23 aprile 2014, quando venne platealmente arrestato durante una riunione del Consorzio Bim.
«Gli ho telefonato alle 23 di giovedì sera - commenta l'avvocato Paniz, che ha difeso anche Pompanin - per informarlo dell'esito favorevole. Posso solo dire che Franceschi ha sempre esternato massimo rispetto nei confronti dell'autorità giudiziaria, almeno dopo le iniziali reazioni emotive. Poi ha cambiato impostazione. Da quando gli sono stato vicino è sempre stato estremamente rispettoso».
Le «reazioni emotive» a cui si riferisce Paniz sono quelle relative all'anno di esilio da Cortina, quando Franceschi, tramortito dall'arresto tramutato in divieto di dimora a Cortina, esternò la sua amarezza con una serie di incontri pubblici battezzati proprio Esilio tour. Poi il dietrofront e la consapevolezza che per affrontare la bufera giudiziaria era meglio tenere un profilo basso. E la tormenta si è placata giovedì quando la Cassazione ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dai difensori (Conte e Carponi Schittar per Sartori) e discusso da Paniz, penalista di fama che riuscì a far scagionare anche il presunto Unabomber mettendo nel sacco il poliziotto che tentò di provare le ipotesi di accusa manomettendo una prova. L'ammissione del ricorso ha permesso di far scattare la prescrizione e di rinviare in Appello il reato non prescritto di costrizione a pubblico ufficiale nei confronti dell'allora dirigente Emilia Tosi, la grande accusatrice di Franceschi. Venendo meno il reato di turbativa d'asta, dovrà essere alleggerito anche il secondo reato che potrebbe scendere dagli attuali 9 mesi, inflitti in secondo grado, fino ad una possibile sanzione economica.
Il passaggio centrale del ricorso sta prevalentemente nelle date e nella mancanza di prove delle presunte intenzioni criminali: il reato di turbativa d'asta era entrato in vigore il 7 settembre 2010 e i bandi sotto accusa erano del 14 dicembre 2010. La condotta da esaminare, secondo Paniz, era però quella antecedente il 9 settembre, ovvero quando venne predisposta la bozza del bando. «Sul piano penale - spiega infatti Paniz - è utile la composizione della bozza».
L.M.