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25/02/2021

“Una visione europea e il treno Piemonte sarà sul giusto binario”

La Stampa - C. LUI.

MARCO GAY Il presidente di Confindustria Piemonte L'INTERVISTA
«Èun piano industriale che mette il treno Piemonte sui binari giusti. Serve una visione europea, il ritardo accumulato pesa sulla nostra capacità di competere, di crescere ed essere attrattivi. Si può recuperare, partendo dagli investimenti e dalla capacità di sviluppare un partenariato pubblico-privato». Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, racconta la visione a dieci anni degli industriali. Perché al Piemonte serve un piano industriale? «È stato un lavoro importante e intenso fatto in collaborazione con le sedi territoriali di Confindustria, in un'ottica concreta e aziendale. Ora ci sono tutti gli asset per cambiare passo. Le voci della spesa pubblica legata all'economia sono scese di 3,9 miliardi rispetto al massimo raggiunto negli anni passati. È il momento di rimettere al centro la politica industriale e lo stiamo facendo grazie al dialogo con la Regione. Questo piano, inoltre, si integra nel Documento strategico unitario che ha come orizzonte il 2027. Nel nostro lavoro si intrecciano quattro settori (automotive, agrifood, aerospace e tessile) e due fattori abilitanti (tecnologie 4.0 e intelligenza artificiale), anche se i settori possono essere molti di più perché il Piemonte ha una eterogeneità di industria straordinaria. Tra le opportunità il piano individua la bioedilizia, dove abbiamo la possibilità di creare una nuova filiera». La regione deve cogliere la quarta rivoluzione industriale in corso. Cosa vuol dire? «Il piano transizione 4.0 si basa sulla quarta rivoluzione industriale: la tecnologia e il digitale consentono di trasformare l'industria, dopo il vapore, l'elettricità e i macchinari. Vogliamo innovare la capacità produttiva piemontese. Con uno slogan, vogliamo portare il Made in Piemonte nel futuro. Estraendo valore aggiunto da produzioni tradizionali per renderle più competitive, creando nuove opportunità». Come si verifica l'avanzamento dei lavori per la crescita del Piemonte? «Attraverso "cruscotti", uno strumento che ci permette di monitorare cosa stiamo facendo. Come ogni politica, anche il piano industriale in tutte le sue parti ha bisogno di verifica dei risultati e modifiche da fare per adattarlo in base ai cambiamenti esterni. Quindi una base di lavoro aperta, da continuare a sviluppare con la collaborazione di tutti. Il compito delle imprese è quello di crescere e di creare benessere per poterlo ridistribuire. Verificare l'andamento della crescita per ritarare gli obiettivi diventa un'esigenza importante». Quale deve essere il ruolo di Finpiemonte in questo processo? «Può essere un abilitatore. La nostra proposta è rivedere la missione di Finpiemonte, che nel tempo ha sempre saputo adattarsi al cambiamento. Auspichiamo una progettazione integrata delle partecipazioni pubblico private, per questo può essere uno degli strumenti essenziali. Un altro è il sistema degli appalti innovativi, per consentire una maggiore velocità di realizzazione nel rispetto delle regole. Tra i mezzi finanziari c'è il richiamo alle garanzie di Invest-Eu, che è il successore del fondo EFSI, o Fondo Juncker, che tanto successo ha avuto nel sostenere finanziariamente gli investimenti in Europa». - C. LUI. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MARCO GAY PRESIDENTE CONFINDUSTRIA PIEMONTE

Vogliamo portare il Made in Piemonte nel futuro. Estraendo valore aggiunto da produzioni tradizionali per renderle più competitive