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05/06/2019

Una telefonata allunga la vita a Conte

Il Tempo - Carlantonio Solimene

Finalmente Di Maio-Salvini si parlano via smartphone. E sbloccano appalti e Roma Il grillino sale al Colle per dire che (per ora) si va avanti. Disponibile pure al rimpasto Premier rasserenato ma teme nuovi scossoni dopo i ballottaggi
• Dopo la telefonata tra Salvini e Di Maio scatta il disgelo, i due si parlano, sblonnado appalti e Salva Roma. Poi il grillino sale al Colle da Mattarella per dirgli che (per il momento) si va avanti. E disponibile anche a u n rimpasto di governo. Solimene ^ alle pagine 4 e 5 • «Quanto durerà?». È questa la domanda che da ieri in Transatlantico si pongono tutti i deputati. Tanto quelli della maggioranza, con sentimenti contrapposti (più preoccupati quelli grillini, più impazienti i leghisti), tanto quelli dell'opposizione. L'improvvisa schiarita tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio ha stupito un po' tutti. Perché dopo la traumatica interruzione del vertice sul dl Sblocca cantieri, lunedì sera, l'impressione generale era quella di una pietra - quella della crisi che aveva cominciato a rotolare sempre più velocelemente verso la valle della crisi. Al punto che in tanti si esercitavano già con la calcolatrice per capire quali fossero le reali possibilità di andare al voto a settembre o addirittura a luglio. Poi la telefondata del capo politico dei Cinquestelle al leader della Lega, intorno alle 10 di ieri mattina, ha modificato totalmente il quadro, almeno nell'immediato. I due non avevano un colloquio così franco e lungo da ormai svariate settimane, sebbene già lunedì, dopo il «discorso dell'ultimatum» di Conte, si fossero scambiati alcuni messaggini. La ricucitura dei rapporti è apparsa sincera ai fedelissimi, seppur ovviamente faticosa dopo un gelo così prolungato. Fatto sta che il contatto ha subito dato i suoi frutti, con la maggioranza che è stata capace di ricompattarsi sulle due divergenze più immediate. La Legaha ottenuto la sospensione «parziale» del Codice degli appalti per due anni, i Cinquestelle un via libera sostanziale al «Salva Roma» sebbene sub o r d i n a t o all'estensionedelprovvedimento a tutti i Comuni in difficoltà. Così è avvenuto un qualcosa che mancava da tempo: una nota congiunta dei due capigruppo al Senato dei partiti di maggioranza - Patuanelli e Romeo - per salutare con favore l'esito positivo delle trattative sui provvedimenti. Intorno a mezzogiorno, poi, Luigi Di Maio si è recato personalmente al Quirinale per incontrare Mattarella e garantirgli la sua volontà di mandare avanti l'azione di governo. Frasi che il presidente della Repubblica ha accolto con favore pur ribadendo al leader grillino alcuni concetti fondamentali. In primis che la maggioranza avrà comunque bisogno di una verifica sostanziale, che dovrebbe tradursi in un vertice tra il premier e i suoi due vice che, a questo punto, difficilmente potrà tenersi prima di venerdì. In secondo luogo che, al di là di quelle che saranno le scelte politiche del governo sulla legge di Stabilità, particolare attenzione dovrà essere riservata alla messa in sicurezza dei conti pubblici. Infine, il Colle avrebbe manifestato la necessità per il governo di indicare al più presto una figura di assoluto spessore per il ruolo di commissario Ue che spetterà all'Italia. E qui si torna al quanto durerà. Perché la schiarita di ieri non nasconde i problemi che restano sul tavolo. Qualche indizio di distensione può essere tratto nel low profile con il quale ieri esponenti dei Cinquestelle hanno affrontato lo spinoso tema della Tav. Ma ancorpiù decisiva potrebbe rivelarsi la questione del rimpasto di governo, che Di Maio e Salvini hanno affrontato al telefono pur preferendo parlare di un «rafforzamento» della squadra di Conte. Il capo del M5S,inparticolare, non ne vorrebbe sapere di cederei dicasteri di Ambiente e Difesa. Mentre sarebbe pronto a mettere sul piatto gli Affari europei lasciati vacanti da Paolo Savona (e che la Lega già considera acquisiti), la Salute (che a Salvini non interesserebbe) e, soprattutto, le Infrastrutture. Se il Carroccio incamerasse questa poltrona, la vita del governo sarebbe destinata ad allungarsi. Non a caso l'attuale ministro Danilo Toninelli ieri è apparso uno dei meno convinti della tregua, attaccando Salvini e palesando un certo nervosismo. Particolare attenzione sarà data anche dall'esito dei ballottaggi previsti domenica. È chiaro che una Lega vincente in alcuni fortini rossi come quello di Ferrara - dove Salvini è impegnatissimo nella campagna elettorale - o magari al Sud, in quella Campobasso dove la sfida è direttamente coniCinquestelle, rafforzerebbe le pressioni di chi,trai«verdi», desidera capitalizzare al più presto il vento favorevole nei sondaggi. Finora Salvini è riuscito a tenerli a bada. Così come Di Maio si gode la frenata della fronda degli ortodossi, convintisi ormai che in questalegislatura non c'è spazio per altre maggioranze possibili. Pare, anzi, che l'uscita del presidente della Camera Roberto Fico sulla festa della Repubblica «allargata» anche a Rom e Sinti non sia stata gradita persino tra alcuni dei suoi fedelissimi. Così, mentre la situazione volge al sereno, a «pagare» lo scontro interno degli ultimi giorni potrebbe essere giusto qualche esponente della comunicazione, con Rocco Casalino che dovrebbe vedere ridimensionato il suo ruolo. Decisamente un «brodino» rispetto alla rivoluzione che sembrava palesarsi prima dell'assemblea dei gruppi di alcune sere fa. Il governo, insomma, pare più solido. L'Italia affronterà oggi i rilievi della Ue con un ministro dell'Economia ancora pienamente legittimato e almeno una finestra elettorale, quella già improbabile di luglio, si è definitivamente chiusa. È già qualcosa, avrà pensato il premier Giuseppe Conte mentre volava alla volta del Vietnam. Sperando di trovare il sereno anche al suo ritorno.

Foto: c.solimene@iltempo.it Preoccupato Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella


Foto: Nervoso Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli