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05/03/2021

«Una società ad hoc per i rifiuti? Sarebbe un ‘suicidio’ per i Comuni»

QN - La Nazione

LUNIGIANA Una gestione dei rifiuti completamente pubblica? E' possibile e la Lunigiana ne è un esempio. Dal primo gennaio, nei territori dell'Unione dei comuni, la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti è diventata interamente pubblica. Il gestore unico, RetiAmbiente, ha affidato il servizio alle società Ersu di Pietrasanta e Sea Ambiente di Viareggio. RetiAmbiente, lo ricordiamo, è una società per azioni a totale capitale pubblico, partecipata da 100 comuni delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. La costituzione della società, avvenuta alla fine del 2011, arriva all'interno di un percorso nato per individuare un unico soggetto cui affidare lo svolgimento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. Non è stato un percorso semplice perché non tutti i sindaci lunigianesi si sono ritrovati d'accordo. Bisogna però fare un passo indietro. La società Idealservice, che ha gestito il servizio per cinque anni, vincendo una gara europea, è giunta al termine del suo appalto a fine 2020, nella loro gestione ci sono stati molti aspetti positivi, sono stati eliminati i cassonetti diffusi, le campane di vetro, il porta a porta è stato ampliato per quasi tutti i comuni lunigianesi. Per quello che riguarda i numeri si è raggiunto l'80 per cento di differenziazione. Ma da due mesi le cose sono cambiate, almeno per quello che riguarda la gestione. In realtà per i cittadini non è cambiato molto, i calendari di ritiro e gli orari di esposizione dei rifiuti sono rimasti invariati, vedranno l'implementazione del ritiro della plastica, settimanalmente, dal 15 giugno al 15 settembre. Sono rimasti attivi anche i servizi a richiesta, gratuiti, quali il servizio di ritiro ingombranti, per un un massimo di cinque pezzi per appuntamento, ritiro del verde sempre per cinque sacchi o fascine per appuntamento, ritiro pannolini, scaricando l'apposito modulo. Meglio attenersi alle consuete regole della raccolta, esponendo contenitori o sacchi in prossimità del proprio numero civico, su suolo pubblico, la sera prima del giorno di raccolta: verranno ritirati, nel giorno stabilito, solo i rifiuti conformi alle istruzioni. Se i primi due mesi dell'anno sono stati una prova generale, dal primo marzo la gestione è entrata nel vivo. La politica non è rimasta ad ascoltare, ma ha fatto sentire la propria voce, anche alla luce di alcune idee non proprio condivise. «In Lunigiana - spiega Camilla Bianchi, sindaca del Comune di Fosdinovo e assessore in Unione dei comuni, con delega al Servizio integrato raccolta rifiuti - si è usciti dalla funzione associata dei rifiuti che prima era compito dell'Unione dei Comuni, per gestirli all'interno dell'Ambito Toscano di riferimento e in Retiambiente, assieme ad altri 100 comuni toscani. Questo è il quadro generale, oggi la Lunigiana è servita da Ersu che subentra a Idealservice perché a scadenza di appalto. I sindaci della Lunigiana, eccetto Fosdinovo e Zeri, hanno prefigurato di costituire una prossima nuova società ad hoc per il servizio in Lunigiana, che rimane all'interno di Rete Ambiente, ma che non utilizzerà i servizi di Ersu e Sea Ambiente, ma da soli. Questo ha portato a frizioni e scontri, ma personalmente resto convinta dell'errore fatto dai miei colleghi: meglio restare con Sea Ambiente e Ersu». Perché Fosdinovo si è opposto? «Per diversi motivi - aggiunge la Bianchi -: non avrà futuro possibile una società lunigianese ed è forte la sensazione che i sacrifici verranno sostenuti nei nostri comuni, per poi inglobare Carrara e Massa che ancora non hanno conferito aziende e impianti ma che dovranno farlo, per legge, nel prossimo futuro. Una società lunigianese esporrebbe i comuni e i loro bilanci in un confronto, ancora una volta, di piccolo respiro; le tariffe agli utenti saranno a forte rischio risalita. Non ultimo il potere «contrattuale» e dialettico con Ersu è limitato. Sull'attuale servizio infatti si dovrebbe intervenire chiedendo migliorie necessarie e non più procrastinabili, questo risulta impossibile se la prospettiva temporale dell'azienda, che lavora oggi nei nostri comuni, appare limitata o quantomeno incerta. Ripensiamo quindi al nostro futuro, ripensiamo all'opportunità di rivedere l'idea della Società Lunigiana che appare davvero poco opportuna. Fosdinovo non può andare da solo, ma non si stancherà di far sentire la propria voce in tutte le sedi, nell'interesse dei suoi cittadini». Monica Leoncini © RIPRODUZIONE RISERVATA