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03/06/2019

Una settimana da incubo per l’esecutivo

Il Tempo - Pietro De Leo

Al via oggi con la conferenza di Conte
De Leo • a pagina 3 • L'«ogni giorno ha la sua pena» è il mantra di chi governa in tempi bui. Mettiamoci una tornata elettorale europea che ha sbilanciato e di molto - il peso politico di due partiti di maggioranza già di loro molto eterogenei nell'identità, ed otteniamo la settimana che si apre oggi. Un crinale molto difficile per l'Esecutivo Lega-5 Stelle e le premesse non ne dipingono u n contorno felice. Innanzitutto non è più in vista il famoso vertice chiarificatore di maggioranza invocato da Conte nei giorni immediatamente successivi alle elezioni europee. Avrebbe dovuto tenersi oggi, ma per ora non ve n'è traccia. Mercoledì e giovedì Conte sarà in Vietnam e pare che Matteo Salvini, impegnato in alcuni eventi per i ballottaggi alle Amministrative, non sarà a Roma prima di dopodomani. Quindi, nulla. Però intanto oggi si comincia con il Presidente del Consiglio che si rivolgerà agli italiani, attraverso u n incontro con i giornalisti, per fare u n bilancio di un anno di governo. Formalmente. Perché sostanzialmente lo scopo della cosa sembra essere quello di recuperare u n ruolo nelle ultime settimane rimasto stritolato dai toni ad altissimo decibel della campagna elettorale, e rilanciare sulla necessità di coesione tra gli alleati e non vivacchiare. A questo punto, dopo che Salvini ha posto sul tavolo, subito dopo le elezioni, l'agenda politica della fase due del governo, ossia autonomia, tav, flat tax e decreto sicurezza, il cerino è nelle mani di Di Maio, rimesso in piedi (almeno formalmente) dalla votazione sulla piattaforma Rousseau che ha confermato il suo ruolo. Tutto sta nel calcolo se gli convenga rompere, andare alvoto, accettare la regola del divieto del doppio incarico e condannare il Movimento 5 Stelle ad una compagine parlamentare più ridotta, oppure accettare le condizioni del Ministro dell'Interno e proseguire. A voler leggere tra le righe, la presa di distanza del ministro del Lavoro arrivata ieri, dopo le parole di Roberto Fico sul 2 giugno dedicato anche a migranti e rom sembrano andare in quella direzione. Comunque, u n passaggio fondamentale sulla tenuta del governo già lo si vedrà venerdì, data in cui dovrebbe tenersi il Consiglio dei Ministri. Ieri, il leader della Lega, intervenendo ad u n comizio a Tivoli, è stato chiaro: «Venerdì mattina dovrebbe esserci u n Consiglio dei ministri e finalmente viene approvato il decreto sicurezza bis contro scafisti, camorristi, spacciatori, teppisti da stadio». E ha proseguito: «Li abbiamo messi dentro tutti». Altro giorno cerchiato sul calendario, poi, è quello di mercoledì, quando verranno pubblicate, nella tarda mattinata, le raccomandazioni economiche della Commissione europea sul debito e da lì si capirà se verrà avviata o meno una procedura di infrazione sul debito. Di certo, per stessa ammissione del ministro dell'Economia Giovanni Tria in un'intervista sul Corriere della Sera di ieri, il pasticcio sulla fuga di notizie, che venerdì ha innescato u n vero e proprio scossone politico, circa le controdeduzioni che Via XX Settembre stava preparando, non ha creato le condizioni per il miglior dialogo possibile. Ieri, le parole del Commissario europeo uscente Moscovici sono state incentrate su u n rigorismo indorato di disponibilità al confronto. Intervistato a France Inter, in u n passaggio relativo all'Italia ha affermato: «Se non rispettano affatto le regole, bisognerà che la Commissione europea e gli Stati europei si assumano le loro responsabilità. L'Europa è una coproprietà, ci sono regole che tutti osservano, non ci può essere uno solo che ci si siede sopra. Ma la mia parola d'ordine è dialogo, dialogo, dialogo. Ne saprete di più mercoledì», ricordando poi che «negli ultimi cinque anni non ho punito nessuno». Vedremo. Ma non è finita, perché ad agitare le acque nella maggioranza potrebbero contribuire anche due provvedimenti che hanno segnato l'antologia del dibattito negli scorsi mesi. Sullo «sblocca cantieri», che sarà domani in Aula al Senato, c'è attenzione attorno all'emendamento della Lega che sospende per due anni il codice degli appalti. Sul provvedimento relativo alla crescita, che sempre domani potrebbe arrivare in Aula, ma alla Camera, ancora non è stato trovato l'accordo sul «salva-Roma». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Premier Il professore e avvocato Giuseppe Conte è presidente del Consiglio da un anno
Professore Il ministro dell'Economia Giovanni Tria