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31/07/2021

«Una risorsa i rifiuti edili recuperati»

La Provincia di Sondrio - susanna zambon

Il tema Un documento dopo l'incontro in Prefettura sullo smaltimento: gli impianti potrebbero essere ampliati Ma viene sottolineato il tema del riuso: «Una campagna informativa destinata alle imprese e ai professionisti»
La possibilità di ampliamento degli impianti di smaltimento dei rifiuti edili, ma, soprattutto, la necessità di una campagna informativa per sensibilizzare le imprese sul fatto che il materiale recuperato è una risorsa da valorizzare e da riutilizzare.

Questi i punti cardine del documento che il prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, ha inviato nei giorni scorsi a sindaci, segretari comunali, responsabili unici di provvedimento e responsabili delle stazioni appaltanti presso la Provincia, i Comuni, le Comunità montane, le unioni di Comuni e gli uffici periferici statali.

Ma anche ai presidenti degli ordini e dei collegi professionali (ingegneri, architetti, geologici e geometri), agli istituti bancari, alle associazioni categoria e alle organizzazioni sindacali. Un documento nel quale sono state riassunte o le prime indicazioni scaturite il 9 luglio dalla riunione del gruppo di lavoro per affrontare il problema del conferimento degli scarti di edilizia in Valtellina e Valchiavenna.

Gli impianti mobili

«Le associazioni di categoria presenti si sono impegnate a contattare i propri associati ed informarli sulle possibilità di ampliamento degli impianti esistenti - spiegano dalla Prefettura -. Quanto agli impianti mobili, la situazione attuale è di 9 impianti autorizzati dalla Provincia, più un'istruttoria in corso; gli impianti mobili non rappresentano una soluzione, anche perché sono ingombranti, rumorosi, logisticamente difficili da gestire, utili solo per grossi cantieri stradali, ma nel piccolo cantiere trovano scarsa applicazione a causa di presupposti tecnici-operativi non attuabili».

Importante, poi, il tema della sensibilizzazione di imprese e e professionisti.

«L'edilizia è cambiata»

«Sul riutilizzo dei materiali - si legge infatti nella nota della Prefettura - è necessario che istituzioni e associazioni effettuino una campagna informativa per far meglio capire alle imprese e ai professionisti che il materiale recuperato è una risorsa. Esistono degli obblighi disattesi in merito al materiale che potrebbe essere riutilizzato nelle opere pubbliche e private».

«La normativa sugli appalti pubblici già in parte lo prevede, ma viene disattesa, in quanto è consuetudine del privato non utilizzare materiale riciclato. E' necessario che le associazioni di categoria comunichino agli associati che il materiale "in uscita" dagli impianti, ovvero la materia Prima Secondaria (MPS), dovrà essere qualitativamente riutilizzabile, dato che spesso la MPS che viene prodotta è qualitativamente scadente e quindi scarsamente utilizzata. L'edilizia è cambiata radicalmente in questi anni, considerato che i lavori sono incentrati maggiormente nelle ristrutturazioni piuttosto che nelle nuove edificazioni e ciò comporta maggior produzione di scarti e rifiuti da lavorazione. Anche nel futuro la tendenza sarà sempre più orientata alla manutenzione e alla ristrutturazione».

La nota è stata trasmessa anche ai Presidenti e agli Amministratori e Consiglieri delegati degli istituti bancari aventi sede nella provincia, per renderli maggiormente edotti della problematica in argomento cosicché le banche possano più efficacemente venire incontro alle esigenze delle imprese.