scarica l'app
MENU
Chiudi
19/03/2020

Una pioggia di donazioni

La Prealpina

PIANO
Dieci milioni da Berlusconi e Mister Esselunga. Ma arrivano anche i 5 euro
MILANO - Milan c ol coeur in man , la Milano col cuore in mano, tiene fede a se stessa e nell ' emergenza che ha travolto la città e l ' intera regione mette mano al portafoglio. Fanno donazioni da 10 milioni di euro ciascuno quelli che nel capoluogo lombardo hanno le proprie radici e hanno fatto le loro immense fortune, ma anche semplici cittadini, molto meno benestanti, che non mancano di fornire un contributo per finanziare la sanità messa in ginocchio dal coronavirus e a dare una mano a chi, come gli anziani, in questa fase resta più solo. «Abbiamo avuto offerte dai cinque euro ai 10 milioni», segnala il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ringraziando chi ha dimostrato la propria solidarietà per affrontare l ' epidemia. Il decreto Cura Italia ora offre anche uno sconto fiscale a chi dona e la garanzia che le risorse saranno spese velocemente. Viene infatti introdotta una detrazione al 30% (con tetto a 30mila euro) per le erogazioni liberali e prevede inoltre che gli acquisti di forniture e servizi, se finanziati soltanto con le donazioni, possano avvenire per " affidamento diretto " in deroga al Codice degli appalti. A fare alzare l ' asticella delle donazioni dei privati, oltre che delle aziende e degli enti che si susseguono da giorni, è tuttavia la sfida contro il tempo per allestire il nuovo ospedale negli spazi della Fiera di Milano. In prima fila c ' è l ' ex premier e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ma con lo stesso esborso, 10 milioni di euro, si è fatto avanti anche Giuseppe Caprotti. Il figlio del fondatore di Esselunga e socio di minoranza del gruppo della grande distribuzione, è pronto a finanziare la Regione e il Comune di Milano per iniziative terapeutiche in Lombardia e per il piano a favore della categorie più deboli messo in moto dal sindaco Giuseppe Sala. Per l ' ospedale da realizzare in Fiera mette sul piatto 10 milioni anche l ' azienda Moncler. Il patron del gruppo dei piumini, il comasco Remo Ruffini, dà voce a un sentire comune in questo momento di emergenza: «Milano è una città che ha regalato a tutti noi un presente straordinario. Non possiamo e non vogliamo abbandonarla. È un dovere di tutti restituire alla città ciò che fino ad ora ci ha dato». Lo stesso vale per la pioggia di donazioni da tutta la Lombardia per i presidi sanitari nelle altre province, Bergamo e Brescia, piegate dal Covid-19 e, come il capoluogo, fra le più ricche d ' Italia. Ieri Guido Bertolaso, l ' ex capo della Protezione civile da pochi giorni divenuto consulente del governatore della Lombardia Attilio Fontana, ha detto che «i dieci milioni donati da Silvio Berlusconi, già da soli, sono la somma necessaria per la realizzazione del reparto di 400 posti di terapia intensiva alla fiera di Milano». «Grazie Presidente - ha aggiunto Bertolaso - per questo gesto d ' amore per la sua città e per il suo Paese». Del resto, serve una «economia di guerra» per far fronte all ' emergenza coronavirus. Nel giorno del 159esimo anniversario dell ' Unità d ' Italia ieri è stato il neo commissario Domenico Arcuri a spazzare ogni dubbio e a spiegare, se ancora non fosse chiaro, quanto la situazione sia difficile e complessa e quanto il " Sistema Paese " rischi il default , non solo dal punto di vista sanitario.

Foto: Nella foto grande, due volontari di Nella foto grande, due volontari di Emergency Emergency , Giulia e Lorenzo, , Giulia e Lorenzo, consegnano spesa e medicinali a consegnano spesa e medicinali a Milano, nella zona di Baggio, a Milano, nella zona di Baggio, a persone in difficoltà. In alto a destra, persone in difficoltà. In alto a destra, l l ' ' ex premier Silvio Berlusconi ex premier Silvio Berlusconi (foto Ansa) (foto Ansa)