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16/09/2020

UNA PERIZIA SMONTA LE ACCUSE ALLA LEGA

Il Giornale - Luca Fazzo

ESCLUSIVO
Il capannone comprato a 800mila euro ne vale 820mila. Altro che spreco, fu un affare
Il famoso capannone di Cormano venduto alla Film Commission lombarda per 800mila euro, quello per cui i commercialisti vicini alla Lega sono finiti nei guai, ne vale effettivamente 820mila. Lo dice un'autorevole perizia pubblicata in esclusiva da Quarta repubblica . Altro che sprechi... a pagina 2 E adesso i pm milanesi diranno che anche la Regina Elisabetta sta con Salvini? Finora, ogni volta che si imbattevano in un documento che faceva traballare le loro tesi di accusa, i magistrati che indagano sulla Lombardia Film Commission (e che la settimana scorsa hanno arrestato tre commercialisti vicini alla Lega) si cavavano d'impaccio spiegando che l'autore del documento era in qualche modo legato agli indagati. Peccato che ora, a minare il castello accusatorio, arrivi un atto che porta le firme di due membri del Royal Institution of Chartered Surveyors , l'organismo fondato a Londra nel 1868 e munito del marchio reale con decreto di Re Giorgio nel 1946: ente benemerito che si occupa di garantire stime autorevoli dei beni e dei terreni. Ecco: secondo la perizia firmata dai due membri della Rics, l'affare realizzato dalla Film Commission che secondo la Procura si tradusse in sperperi e sparizioni di denaro pubblico fu invece un buon affare. Il capannone di Cormano, alle porte di Milano, divenuto la sede operativa della commissione vale, secondo la consulenza richiesta dai nuovi vertici della Commission, tutti gli ottocentomila euro che venne pagato. Uniche incertezze, le oscillazioni di valutazione del mercato immobiliare dovute alla pandemia. È un dettaglio cruciale, quello del valore effettivo del capannone. Perché nella ricostruzione dell'accusa, l'acquisto del capannone nasce e si sviluppa per succhiare alle casse pubbliche un gruzzolo da centinaia di migliaia di euro. Ad architettare il tutto sarebbe stato Alberto Di Rubba, commercialista di fiducia di Salvini, revisore dei conti del gruppo parlamentare della Lega, piazzato nel 2014 al vertice della commissione. I pm, strada facendo, si erano già imbattuti in documenti che confermavano la validità economica dell'operazione. Per esempio il successore di Di Rubba, Giuseppe Farinotti, prima di perfezionare l'acquisto chiede una consulenza a un architetto, Giacomo Arnaboldi, che dà il suo okay; ma la Procura adesso rimarca il fatto che Arnaboldi ha lo studio negli stessi locali di uno degli inquisiti, Michele Scillieri. Anche l'avvocato Alessio Gennari, del comitato di vigilanza della Commission, certifica al Comune di Milano la congruità dell'operazione: ma anche lui per la Procura non è credibile, perché ha rapporti d'affari con società legate a Di Rubba. Ma alla fine del luglio scorso, la Film Commission - che nel frattempo ha cambiato un'altra volta presidente, e si trova investita dalle polemiche seguite all'inchiesta giudiziaria - chiede nuovamente una analisi indipendente e attendibile sul valore della sede. La perizia viene commissionata ad una delle maggiori società di analisi, e affidata ai due membri della Rics britannica. I consulenti vanno a Cormano, indagano, analizzano a 360 gradi il mercato immobiliare. Il responso è netto: valore di mercato 820mila euro, valore di investimento 840mila. L'affare di Cormano non è stato un bidone, anzi. La perizia - che ieri sera viene resa nota dalla trasmissione Quarta Repubblica - non dissipa tutte le ombre sulla operazione: perché le carte dell'inchiesta raccontano una serie di passaggi inspiegabili. La società Andromeda, quella che poi vende il capannone alla Commission, lo rileva da una società in liquidazione, la Paloschi, per 400mila euro: ma stranamente gli assegni della Andromeda non vengono mai messi all'incasso. Dietro la Paloschi c'è Luca Sostegni, oggi in carcere per estorsione, che si autodefinisce «un semplice prestanome» dei tre commercialisti arrestati. In pratica, la Andromeda si ritrova il capannone in mano a costo zero. Dove siano finiti i soldi dell'operazione non è chiaro, non si sa alla fine chi ci abbia guadagnato. Per la Procura, che per questo ha ottenuto il loro arresto, a impadronirsi dei quattrini sono stati i tre commercialisti, cioè Di Rubba, Scillieri e Andrea Manzoni, anche lui revisore dei conti della Lega. Manzoni, nel suo interrogatorio prima di venire arrestato, ha giurato di non aver guadagnato neanche un euro dall'operazione. I soldi non possono essersi volatilizzati, però probabilmente non si capirà la loro sorte fino all'arrivo delle rogatorie dalla Svizzera, a meno che negli interrogatori che iniziano oggi gli arrestati non forniscano nuove indicazioni. Ieri Roberto Calderoli, veterano della Lega, ipotizza apertamente che qualcuno abbia «fatto la cresta» sull'affare; invece il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio ribadisce che la sua stima per Di Rubba resta totale, «mi sono sempre fidato di lui e non sono mai stato deluso». In attesa di capirci qualcosa, la nuova perizia - a meno che la Procura non riesca a delegittimare anche la Royal Institution - pone un problema non da poco: perché se i soldi sono stati ben spesi, rischia di cadere l'accusa più pesante contestata nel mandato di cattura, ovvero il peculato ai danni della Regione. Resterebbe in piedi la storia della gara addomesticata, visto che un testimone racconta come il bando sia stato di fatto scritto da Scillieri su misura per il capannone di Cormano, resta un corposo sentore di traffici di sottobosco, di affari dove militanza e profitto si incrociano. Ma il grande teorema, che fine fa?

LA VICENDA

In carcere GLI ARRESTATI 16 luglio 2020
Luca Sostegni , prestanome di Michele Scillieri 10 settembre 2020 Ai domiciliari Alberto Di Rubba (revisore contabile della Lega in Senato) Andrea Manzoni (revisore contabile della Lega alla Camera) Michele Scillieri (commercialista vicino alla Lega) Fabio Barbarossa (imprenditore, cognato di Scillieri) I FATTI Acquisto di un capannone a Cormano, della Andromeda Srl di Barbarossa, per la sede di Lombardia Film Commission Del valore di 400mila euro fu acquistato per 800mila FONTE: Notizie di stampa LE ACCUSE Turbata libertà nella scelta del contraente Peculato Estorsione (solo per Sostegni) A CHI SONO ANDATI GLI 800.000 EURO 800.000 Spese varie 44.000 202.000 Barachetti Service Scillieri 134.000 420.000 Di Rubba e Manzoni

Foto: NELLE MARCHE Una foto postata sui social da Matteo Salvini ieri, che ritrae la piazza piena che lo ha accolto a Jesi. Il leader della Lega in questi giorni sta continuando la campagna elettorale per le Regionali del prossimo 20-21 settembre. Ma ad appesantire il clima, oltre a contestazioni e minacce, sono anche le notizie legate all'inchiesta della procura di Milano sul capannone della Lombardia Film commission Salvini, dopo l'arresto dei tre commercialisti legati al Carroccio, ha minimizzato: «Possono cercare per 20 anni - ha detto esprimendo fiducia nella magistratura Sono anni che cercano soldi dove non ci sono soldi»