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09/03/2021

Una nuova Ventotene al centro dell’Europa e di un piano culturale

Il Messaggero

L'ex carcere di Santo Stefano sarà una struttura di studio formazione e ricerca. Primi lavori in estate, 70 milioni di fondi
IL PROGETTO
Nell'Italia post pandemia ci sarà anche una nuova Ventotene, al centro dell'Europa, del Mediterraneo e di un piano culturale, formativo e turistico in grado di attrarre 36mila visitatori all'anno. Molto più di un auspicio a fronte di 70 milioni di euro messi a disposizione dal Cipe: a brevissimo la pubblicazione in Gazzetta del primo bando per oltre 9 milioni di euro. Il progetto, che ruota attorno al restauro dell'ex carcere borbonico di Santo Stefano e al suo riutilizzo, sta prendendo forma attraverso un ambizioso programma di condivisione e partecipazione voluto dal commissario straordinario del Governo Silvia Costa, nominata poco più di un anno fa e riconfermata fino al prossimo gennaio.
IL PIANO
Sinteticamente è possibile affermare che a Ventotene si punta a realizzare un luogo di formazione, sperimentazione e ricerca sui temi dei diritti umani, costituzionali ed europei, con infrastrutture e strutture per l'ospitalità, infopoint e partenariati. Per Santo Stefano è previsto un luogo più proiettato alla meditazione, alla natura, al paesaggio, per una forte esperienza di visita e residenza. Oltre al restauro del panottico, è prevista la realizzazione di sale espositive, di un museo dedicato all'Europa, di laboratori, di residenze con una quarantina di posti letto nell'ex casa del direttore, di una struttura di ristorazione con annessa caffetteria presso l'ex forno.
LE DICHIARAZIONI
A che punto siamo oggi? «Siamo pronti risponde la commissaria - per la pubblicazione del primo bando di gara redatto da Invitalia per i lavori di messa in sicurezza del panottico, delle torri, dei sentieri e del rifacimento dei muretti a secco crollati. In questi giorni siamo in attesa dell'ok dell'Anac e poi via alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Entro l'estate l'aggiudicazione e l'apertura del cantiere. Il bando è stato predisposto per la somma di 7,5 milioni. Ma altri 2,2 milioni di euro restano a disposizione nel caso in cui nel corso dei lavori saltasse fuori qualche imprevisto. Per ragioni di sicurezza non è stato possibile visionare tutti gli ambienti, Invitalia ha redatto il bando in base all'opportunità offerta dal nuovo Codice degli appalti: è possibile prevedere una componente flessibile' se dichiarata in anticipo.
Qual è il prossimo step? «Il piano di fattibilità affidato a Invitalia, soggetto attuatore del progetto Ventotene, è sostanzialmente già pronto afferma Costa -. Questo significa che per inizio estate Invitalia sarà in grado di indire anche il concorso internazionale di idee per le progettazioni nel dettaglio». Il progetto di Ventotene ha goduto la massima fiducia del Governo, da Renzi in poi, cosa cambia con il Governo Draghi? «Se guardo al progetto di Ventotene nel segno europeista, con Draghi mi sento a casa. Ma devo dire che con il Governo Conte II abbiamo ricevuto la massima attenzione, siamo stati sostenuti nell'aspetto gestionale. Il ministro Dario Franceschini, che mi ha proposta come commissario, è in continuità tra i due governi. Sono certa che continueremo a lavorare al meglio». Pensa che il progetto di Ventotene possa trovare spazi nel Recovery plan? «Durante la prima stesura afferma la commissaria l'allora ministra per l'Innovazione tecnologica Paola Pisano mi ha informata che stava prevedendo 60 milioni di euro per la banda larga su tutte le piccole isole italiane. Che dire? Mi auguro che la destinazione di questi fondi venga mantenuta. Sarebbe importantissimo per Ventotene, come per Procida, Cefalonia, Lampedusa eccetera».
E sul tema pari opportunità che il suo partito, il Pd, ha posto tra i temi da affrontare? «Nella storiografia del confino di Ventotene non c'è traccia della componente femminile. E noi la dobbiamo recuperare afferma Costa -. Perché anche le donne sono state confinate sia a Ventotene che a Ponza. Penso a Giulia, ad esempio. A Giulia figlia di Augusto, mandata al confino a Ventotene non perché adultera ma in quanto scomoda. Poi penso che dobbiamo valorizzare e rendere omaggio alle donne del mare».
Rita Cammarone
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