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02/02/2021

Una loggia degli appalti tra Calabria e Basilicata

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L'I N C H I E S TA LAVORI PUBBLICI «PILOTATI» ACCUSA L'indagine ipotizza un'associazione a delinquere costituita da professionisti e imprenditori per spartirsi le opere pubbliche
Il coinvolgimento di due fratelli lucani nell'inchiesta di Paola TERRANOVA DEL POLLINO Gli ingegneri Antonio e Giuseppe Del Vecchio finiti nel fascicolo giudiziario
l Ha destato sgomento ed incredulità a Terranova del Pollino il coinvolgimento dei due fratelli Antonio e Giuseppe Del Vecchio, entrambi ingegneri, il primo di 57 anni e il secondo di 63 anni, nell'in chiesta della Procura della Repubblica di Paola su una presunta loggia segreta degli appalti. I due fratelli sono conosciutissimi a Terranova e dintorni, ma nessuno, al momento, vuole esprimere giudizi sulla vicenda. I due ingegneri sono accusati di aver fatto parte proprio di un'associazione a delinquere costituita da professionisti e imprenditori, alcuni dei quali legati da vincoli massonici, che avrebbero agito con l'obiettivo di mettere le mani sulle opere pubbliche e spartirsi gli introiti, commettendo una lunga serie di illeciti contro la pubblica amministrazione. In particolare, secondo la Procura, i fratelli del Vecchio, insieme ad altre persone, tra le quali Luigi Cristofaro, Francesco Arcuri, e Donato Vincenzo Rosa, ritenuti come i promotori dell'associazione definita di stampo massonico, avrebbero costituito un gruppo inossidabile composto da professionisti (ingegneri ed architetti) per accaparrarsi gli appalti lungo il tirreno cosentino e fino in Basilicata. Da Aieta a Scalea a Belvedere Marittimo e poi nel comune lucano di Moliterno. Il metodo, secondo gli inquirenti, era quello di partecipare alle gare d'appalto presentando offerte concordate in precedenza in maniera tale da orientare gli appalti a favore di alcune imprese, fino a creare un vero e proprio «cartello», composto artatamente da due distinti gruppi di professionisti e aziende. Secondo la Procura, dopo l'aggiudicazione degli appalti «si procedeva a suddividere gli importi liquidati dalle stazioni appaltanti a titolo di corrispettivo al 50 per cento per ognuno dei due gruppi, ivi compreso quello non aggiudicatario dell'appalto». In particolare, i Del Vecchio, sempre secondo la Procura, «ponevano in essere condotte manipolatorie» finalizzate a turbare la gara per la progettazione e direzione lavori relativa alla pavimentazione di una strada nel comune di Aieta. Inoltre, sempre i due ingegneri, insieme ad altri professionisti, si sarebbero messi d'ac cordo per indirizzare l'aggiudicazione dell'appalto relativo alla valutazione della vulnerabilità sismica dell'Istituto tecnico commerciale del comune di Moliterno. Per questo motivo, i carabinieri hanno perquisito le abitazioni e gli uffici dei due fratelli Del Vecchio e sequestrato documentazione anche su sistemi informatici, telefoni cellulari e tablet. Inoltre, i militari sono andati anche al comune di Moliterno, ma nel municipio del centro lucano non hanno acquisito documenti dal momento che tutto il fascicolo relativo alla gara non si trova in quegli uffici, bensì alla provincia di Potenza poiché l'appalto rientrava in un bando realizzato dallo stesso ente provinciale. Le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta, condotta dal pm Pierpaolo Bruni, sono in tutto 18 e sono chiamate a rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata alla turbativa d'asta, falso, corruzione e anche violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete e massoniche.

Foto: LAVORI L'inchiesta della Procura ha svelato un sistema di relazioni tra imprenditori e professionisti, in larga parte uniti da vincolo massonico, finalizzato a monopolizzare gli appalti pubblici