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20/05/2020

Una causa giudiziaria davanti al tribunale civile di Verona, con uno strascico che è finito d

L'Arena di Verona

Una causa giudiziaria davanti al tribunale civile di Verona, con uno strascico che è finito davanti all'Autorità nazionale anti corruzione (Anac) in un'audizione già tenutasi a Roma, sta bloccando il cantiere di adeguamento sismico della scuola elementare «Scipioni» di Bovolone. Facendo perdere mesi preziosi in cui si potrebbe lavorare in tutta tranquillità approfittando delle lezioni sospese per l'emergenza sanitaria legata al Covid-19. La Giunta del sindaco Emilietto Mirandola aveva approvato per le «Scipioni», nel gennaio del 2018, un progetto da 400.000 euro: somma recuperata grazie agli «spazi finanziari» concessi dal governo allora in carica. Si tratta di un intervento mirato al rinforzo dell'edificio scolastico da realizzare con la posa di alcuni pilastri esterni. Ad aggiudicarsi i lavori fu l'impresa «Esse.Vi srl» di Porto Empedocle (Agrigento) che avrebbe dovuto completare l'opera il 21 giugno 2019. In realtà, i cantieri non sono mai iniziati a causa di ritardi e inadempimenti contestati seduta stante dall'amministrazione comunale alla ditta appaltatrice. Il Comune avviò la risoluzione del contratto per colpa, con l'ingiunzione alla società di sgomberare il cantiere. Cosa che in effetti avvenne tempestivamente. Tuttavia, poche settimane più tardi, vale a dire lo scorso agosto, ecco arrivare in municipio la notifica di un atto di citazione dei legali della «Esse.Vi srl» con richiesta danni. Un atto in cui si sosteneva che la colpa era in realtà da attribuire al Comune. La citazione in questione ha imposto così alla Giunta Mirandola di costituirsi in giudizio: la prima udienza si è tenuta il 6 settembre 2019. Nel frattempo, il Comune ha tentato di avviare la procedura per assegnare l'incarico ad una delle altre imprese che avevano partecipato al bando iniziale. Dopo una ricognizione c'era quasi riuscito individuando una ditta disponibile, arrivata sesta in graduatoria: si tratta del Consorzio delle gare di Napoli. Ma ad eseguire i lavori avrebbe dovuto essere una società affiliata, la «Green Tel Group» di Padova. Di fatto, però, dopo il ricorso della società che si era aggiudicata il bando, i lavori sono rimasti fermi in attesa che si pronunci l'autorità giudiziaria. Per giunta, l'appalto in questione è finito anche davanti all'Autorità nazionale anti corruzione nel corso di un'audizione che si è tenuta a Roma prima che scoppiasse l'epidemia da coronavirus. È stato il Comune a rivolgersi all'Anac chiedendo di inserire la segnalazione del grave inadempimento dell'impresa nel casellario informatico dell'ente preposto alla lotta alla corruzione. La società «Esse.Vi srl» si è opposta presentando le motivazioni a propria discolpa. A rappresentare il Comune nell'audizione romana c'era l'avvocato Giuseppe Biondaro, esperto in diritto amministrativo ed appalti, già incaricato della difesa nella controversia avanti al Tribunale civile di Verona. Il costo della trasferta, comprensivo del rimborso spese, è stato di 975 euro. Le udienze sono destinate a proseguire al rallentatore a causa della sospensione per l'emergenza da Covid e non resta che aspettare che il giudice si pronunci.