scarica l'app
MENU
Chiudi
29/02/2020

Una banca dati online per fermare la burocrazia

ItaliaOggi - GAETANO COSTA

LA PROPOSTA ARRIVA DALLA CNA DELL'ALTO ADIGE. E COINVOLGEREBBE LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Grazie a un archivio digitale dedicato alla partecipazione alle gare pubbliche
C'è già il nome. I vertici della Cna-Shv la chiamerebbero Duda. Per esteso: Documento unico dell'artigiano. L'idea è costituire una sorta di banca dati per limitare la burocrazia che affligge le pmi nell'ambito degli appalti. Un archivio digitale che le piccole e medie imprese dovrebbero aggiornare ogni sei mesi. La proposta arriva dalla confederazione degli artigiani dell'Alto Adige. E coinvolgerebbe le 553 stazioni appaltanti pubbliche che operano dalle parti di Bolzano. Ciascuna impresa, grazie alla banca dati, eviterebbe di produrre la stessa documentazione, che ormai si è trasformata da cartacea in digitale, ogni qual volta partecipa a una gara pubblica, riducendo la burocrazia improduttiva. Il progetto è già stato presentato all'assessore provinciale all'Edilizia, Massimo Bessone, e al dirigente del Dipartimento edilizia, Paolo Montagner. I quali hanno annunciato di voler approfondire il tema durante un incontro denominato Appalti pubblici della Provincia: nuove opportunità di lavoro per le imprese. «Le pmi hanno bisogno di appalti suddivisi in piccoli lotti, oppure subappalti con garanzia di pagamento diretto, per non essere stritolate dalle capogruppo che hanno spesso enormi ritardi nei saldi anche a causa di ribassi eccessivi per ottenere i lavori», ha spiegato il presidente di Cna-Shv, Claudio Corrarati. «Burocrazia, celerità nei pagamenti e prezziari adeguati alla realtà sono i presupposti per dare lavoro alle imprese, che a loro volta devono superare i personalismi, presentarsi sotto forma di reti d'impresa ed elevare qualità e professionalità agli standard richiesti». L'assessore Bessone, per conto della Provincia autonoma di Bolzano, ha presentato il piano triennale delle opere pubbliche, evidenziando la sua propensione per gli appalti a chilometro zero che valorizzino e diano lavoro alle imprese locali. «I numeri parlano di 26,7 milioni di euro per il 2020, 46,6 milioni per il 2021 e 59,9 milioni per il 2022. Il 32% delle risorse è destinato all'edilizia scolastica, poi musei, riqualificazione delle aree militari e sociali. Con una particolare attenzione alle manutenzioni del patrimonio edile esistente». Montagner, per il Dipartimento edilizia, ha illustrato il cosiddetto modello Bim, Building information modeling, che tra il 2023 e il 2025 sostituirà l'attuale progettazione delle opere, coinvolgendo anche le imprese in percorsi digitali che richiedono hardware, software e personale qualificato. È proprio grazie alla digitalizzazione che la Cna intende realizzare la banca dati per arginare la burocrazia nell'ambito delle gare pubbliche. «Ci impegniamo a formare le pmi tramite un percorso che distingua l'essere imprenditore dal fare l'imprenditore», ha detto ancora Corrarati all'Alto Adige. «Le nostre proposte sono pagamenti celeri, tutela dei subappaltatori, verifiche sui ribassi eccessivi, confronto preventivo sulle progettazioni e sull'esecuzione e riduzione della burocrazia tramite un'apposita banca dati condivisa». © Riproduzione riservata