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22/04/2020

Un turismo senza anziani Le vacanze con il Covid

QN - La Nazione

MONTECATINI TERME «Gli alberghi e le imprese del turismo hanno sentito prima di tutti gli effetti economici causati dall'emergenza sanitaria. Come se non bastasse, forse, usciremo per ultimi da questa situazione. Non vogliamo campare di sussidi, ma possiamo superare l'attuale crisi solo con il lavoro». E'un messaggio senza dubbio forte quello uscito dalla videoconferenza organizzata ieri mattina su Facebook da Confcommercio Pistoia-Prato. Il destino delle strutture ricettive rappresenta senza dubbio un tema importante per l'occupazione in provincia, soprattutto a Montecatini. Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio Pistoia-Prato, e Alessandro Nucara, direttore nazionale di Federalberghi, hanno fatto il punto sulla situazione. Le sfide da affrontare si annunciano piuttosto difficili per le imprese. «Viviamo in un momento complicato - ha esordito Nucara - gli alberghi italiani e le altre imprese del settore turistico, a fine gennaio, hanno percepito i primi effetti della crisi. I cinesi, un segmento del mercato circoscritto ma importante, sono venuti a mancare all'improvviso. L'effetto è stato senza dubbio doloroso, ma contenuto nell'ambito relativo. A febbraio, i casi si sono allargati ad alcune regioni, fino ad arrivare al blocco di marzo. Gli alberghi non sono stati chiusi come altre attività, ma ci sono norme che impediscono di viaggiare». Nucara ha ricordato il sostegno dato dalle strutture ricettive allo svolgimento dei servizi essenziali per il paese. «La Toscana - ha sottolineato - è leader in questo ambito, perché le imprese continuano a garantire l'ospitalità ai medici impegnati in prima linea, alle forze dell'ordine e al personale viaggiante. Non vogliamo certo medaglie, ma, quando serve, gli albergatori italiani ci sono sempre. Dopo aver affrontato l'emergenza sanitaria e aver garantito gli ammortizzatori sociali ai lavoratori, il governo deve occuparsi del settore turistico. Noi, però, restiamo con i piedi per terra». Nell'ottica di un possibile passaggio alla fase due, caratterizzata da maggiori possibilità di spostamenti, Federalberghi teme di perdere quella fetta costituita da anziani e bambini che andava in ferie a giugno. «I soggetti più sensibili all'infezioni - prosegue il direttore di Federalberghi - sono quelli più vecchi. Viene da pensare che, in una fase di transizione, per loro varranno sempre delle restrizioni. Quindi, per un tempo comunque ristretto, dovremo rinunciare a questa fetta di mercato». I titolari delle strutture ricettive, riguardo all'igiene e alla prevenzione sanitaria, chiedono poche regole, concrete e attuabili. «Essere accolti all'arrivo in hotel da personale in divisa antibatteriologica - ricorda Nucara - sarebbe senza dubbio assurdo. Il cliente deve collaborare, nel suo interesse, seguendo le regole che può applicare. I lavoratori del settore ricevimento dovranno senza dubbio essere in grado di pulire nel migliore dei modi la loro postazione, a fine turno. Chi si occupa di pulizia in generale avrà compiti più complessi rispetto al prima. La gradualità sarà una caratteristica indispensabile per la riapertura degli alberghi. Arrivano già segnali importanti, con richieste di ospitalità da parte di alcune imprese del settore degli appalti stradali». Daniele Bernardini