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27/09/2018

Un tesoro di opportunità se cambiassero e leggi sbagliate

Economy - Riccardo Venturi

COVERSTORY / INFRASTRUTTURE
Secondo gli imprenditori edili occorre una norma ad hoc che permetta la demolizione e la ricostruzione. Parte la cessione del credito fiscale per interventi antisismici o energetici
Le migliori opportunità per l'esausto settore edilizio sono quelle che si aprirebbero se si riuscisse finalmente a sbloccare l'impasse, e a tradurre le decine di miliardi stanziati in cantieri sia a livello locale che a livello nazionale. In attesa del miracolo le aziende, specie quelle medie e piccole, farebbero bene a concentrarsi sull'unica nicchia che mostra un segno positivo: quella della riqualificazione del patrimonio abitativo, che cresce da diversi anni, e anche nel 2017 è aumentata di uno 0,5% in termini reali. Merito anche della proroga che è stata concessa, fino a dicembre 2017, del potenziamento al 50% della detrazione per le ristrutturazioni edilizie e della detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica. «Dobbiamo lavorare su una lettura diversa del mercato: la crisi lo ha cambiato completamente - dice il presidente di Ance Gabriele Buia - ci sono nuove necessità socio economiche, nuove opportunità di sviluppo, di rigenerazione urbana. Chiederemo una normativa ad hoc che permetta la demolizione e la ricostruzione, che oggi non è possibile, necessaria se vogliamo dar risposta alle necessità emerse». Non sono ancora riusciti a produrre un effetto due altre importanti misure, sismabonus e ecobonus, che sono destinate a interi edifici, o meglio condomini: trattandosi di interventi complessi, hanno bisogno di più tempo per essere avviati. Ance, in collaborazione con Deloitte, ha sviluppato una piattaforma per rendere possibile la cessione del credito fiscale derivante da interventi di messa in sicurezza sismica, appunto il sismabonus, e efficientamento energetico, l'ecobonus. Una sorta di marketplace che permetterà alle famiglie di sostenere un costo ridotto, compreso tra il 15% ed il 25%, del valore totale dell'intervento, utilizzando i crediti fiscali come strumento di pagamento. Altra opportunità che il settore e il Paese dovranno saper cavalcare è quella legata al cambiamento della societ à: «Il nuovo mercato che si sta sviluppando è caratterizzato da nuclei familiari diversi da quelli di una volta - sottolinea il presidente di Ance - ci sono molte famiglie monogenitoriali, il tessuto sociale è cambiato e bisogna dar risposta a queste necessità. Coworking, coliving, cohousing: nuove tematiche che bisogna saper cogliere». Un campo fertile è poi quello legato alla digitalizzazione e all'innovazione, che dati alla mano migliorano performance e redditività anche delle aziende edilizie. «Il settore manifatturiero tradizionale ha avuto forti incentivi con il piano Industria 4.0 - osserva Buia - speriamo di avere attenzioni anche noi, perché dobbiamo digitalizzare almeno il controllo del processo produttivo. Ci stiamo lavoriamo tanto, ci crediamo, pensiamo possa essere una buona opportunità». Anche perché le imprese che hanno innovato e migliorato l'efficienza energetica hanno bilanci con una redditività del 20% superiore alla media. «Siamo un settore che ha mantenuto troppo le tradizioni e scarsamente innovato, dobbiamo ammetterlo - aggiunge il presidente di Ance - non abbiamo saputo cogliere le opportunità che ci venivano sottoposte, dall'intervento sul risparmio energetico all'ottimizzazione dei processi produttivi. Stiamo cercando di recuperare il tempo perso». In campo di edilizia scolastica le opportunità sono legate a un grande piano di manutenzione delle infrastrutture: tante scuole ne hanno necessità, non hanno collaudi e hanno difficoltà strutturali. Anche perché il 70% delle costruzioni è precedente all'introduzione delle norme antisismiche. Le imprese si augurano che sia arrivato il momento di poter intervenire con i fatti. Andamento della spesa corrente ed in conto capitale nei comuni italiani - periodo 2008-2017 (n.I. 2008=100) 2017/2008 +10,3 2017/2008 -51,3%

EDILIZIA SCOLASTICA

Dal 2015 speso solo un decimo dei fondi stanziati per gli istituti I dati Ance fotografano la situazione: dei 6,2 miliardi di euro stanziati per l'edilizia scolastica dal 2015 al 2018, nel 2017 ne sono stati spesi soltanto 604 milioni, meno di un decimo. Eppure secondo il Codacons il 58% degli edifici non è a norma sotto il profilo della normativa antincendio, e circa il 53% sotto il profilo dell'agibilit à. L'associazione dei consumatori chiede che fine abbia fatto il piano "scuole sicure" annunciato dall'ex premier Renzi tre anni fa, che prevedeva 400 milioni di euro per 2.400 interventi in favore della sicurezza scolastica, e chiede ai presidi di tutta Italia di non riaprire le scuole che rappresentano un potenziale rischio per studenti e personale scolastico. Le scuole sono a carico delle stazioni appaltanti minori, cio è dei comuni. M a nonostante le deroghe al patto di stabilit à abbiano liberato 4 miliardi, i comuni hanno appaltato il 7% in meno. Per l'Ance buona parte della colpa è del Codice appalti.

GRANDI OPERE

Un 2017 ancora in flessione e segnato da crisi aziendali Il 2017 ha visto l'ennesima flessione, del 3% in quantità, per gli investimenti in opere pubbliche. Come spiega il presidente dell'Ance Gabriele Buia nell'intervista a Economy, l'inefficienza e la lentezza della burocrazia amministrativa hanno strozzato tanti cantieribambini nella culla. A ciò si aggiunge la situazione drammatica di diverse grandi aziende del settore, legata in parte alla crisi del settore e in parte a mala gestione, a volte corruzione. È il caso di Condotte, che ha un miliardo di euro di debiti commerciali (e altrettanti crediti verso la PA!) oltre a 767 milioni di debiti con le banche, ed è finita in amministrazione straordinaria, il cui presidente Duccio Astaldi è agli arresti domiciliari per corruzione. Quella di Condotte è una crisi che mette a rischio, oltre a circa tremila posti di lavoro, l'alta velocità di Firenze da 800 milioni, il lotto Rosolini-Modica della superstrada Siracusa-Gela da 215 milioni, la Città della Salute a Sesto San Giovanni da 900 milioni...

EDILIZIA RESIDENZIALE

1 n r " | H f In dieci anni gli investimenti r " H r ^ sono scesi di oltre il 64% Le concessioni edilizie termine. L'importo dei sono al livello di prima mutui erogati per il della Seconda guerra finanziamento degli mondiale. 55mila investimenti in edilizia permessi di costruire, abitativa registra, nei meno del 1936, anche se primi nove mesi del in lieve ripresa dai 48mila 2017, un ulteriore calo del 2015. Gli investimenti dell'8% dopo il crollo del in nuove costruzioni 74% rilevato nel periodo sono scesi di oltre il 64% 2007-2016. dal 2007 al 2017. Anche A crescere sono solo per il 2017, la stima gli investimenti in Ance per gli investimenti riqualificazione del nella nuova edilizia patrimonio abitativo, residenziale è negativa che confermano la e pari a -0,7% in termini dinamica positiva reali rispetto al 2016. degli anni precedenti, Le imprese continuano e rappresentano ad avere grosse ormai il 38% del valore difficolt à di accesso al degli investimenti in credito a medio-lungo costruzioni.

INTERVENTI ANTISISMICI

Il costo minimo della sicurezza si calcola tocchi i 36,8 miliardi L'Italia è un Paese a elevato rischio sismico che ha un grave deficit strutturale da colmare. Secondo il rapporto finale di Casa Italia, la struttura di missione affidata all'ex rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone, la messa in sicurezza sismica dell'Italia ha un costo che oscilla da un minimo di 36,8 miliardi a un massimo di oltre 850 miliardi. Il costo minimo di 36,8 miliardi si riferisce agli edifici in muratura portante che si trovano nei 648 comuni a maggior rischio sismico. Allargando il numero dei Comuni e quello degli edifici, includendo per esempio gli edifici in calcestruzzo armato realizzati prima del 1971, si arriva appunto a 850,7 miliardi. Al cospetto di quel che si dovrebbe fare, si fa ben poco, e di solito lo si fa sull'onda emotiva di una grave terremoto, finché dura. In questo quadro poco esaltante, il sismabonus può avere un ruolo importante. Ma le scelte sono parcellizzate in un'infinita filiera di decisori indecisi.

Foto: IL TESSUTO SOCIALE È CAMBIATO. ^EDILIZIA DEVE SAPER DAR RISPOSTA ALLE NUOVE ESIGENZE, LEGATE ANCHE ALLE FAMIGLIE MONOGENITORIALI

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