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11/01/2019

Un taglio ai registri inutili Srl, cessazione meno cara

ItaliaOggi

Un taglio secco ai registri inutili, riduzione delle sanzioni alle microimprese, cessazione meno onerosa per le srl semplifi cate, semplifi cazione per una serie di attività tra le quali la vendita del pane. Mentre per quanto riguarda gli interventi sul codice degli appalti si procederà con un provvedimento a parte. Si distribuisce tra un pacchetto di emendamenti e la promessa di specifi che misure ad hoc, l'azione che il ministero dello sviluppo economico ha deciso di realizzare sul decreto semplifi cazioni, il dl 135/2018 all'esame delle commissioni riunite affari costituzionali e lavori pubblici del Senato. Il decreto, già calendarizzato martedì prossimo in aula, è stato ieri al centro della seconda riunione del tavolo tecnico sulle pmi, presieduto da Daniel De Vito, capo della segreteria tecnica del dicastero guidato da Luigi Di Maio, tavolo che riunisce una sessantina tra esponenti del mondo dell'impresa e dei ministeri. Il Mise vi ha illustrato gli emendamenti al dl semplifi cazioni (ne ha esaminati 400 sui 900 presentati) che intende portare avanti e presentare, emendamenti i quali, spiega in una nota, «mirano a favorire le pmi nel rapporto con la pubblica amministrazione, snellendo e riducendo gli adempimenti in materia di tenuta dei registri contabili, standardizzazione modulistica, costituzione e scioglimento società, in materia di lavoro». Per altri, come quello proposto da Confedilizia sulle modifi che al codice di procedura civile per snellire il rilascio di immobili a uso diverso dall'abitativo, la valutazione spetterà ai ministeri direttamente competenti (la giustizia in questo caso) e alle commissioni parlamentari. Stesso discorso per le molte novità ascrivibili al ministero dell'agricoltura, ieri accantonate perché dovranno passare dal fi ltro del dicastero guidato da Gian Marco Centinaio. Venendo alle modifi che promosse dal Mise (tutte sostanzialmente a costo zero: altre, pur condivise, che avrebbero avuto un impatto sui conti, sono state accantonate) spicca l'operazione semplifi cazione dei registri contabili, la cui metodologia, hanno osservato i tecnici ministeriali, risale agli anni Cinquanta ed è quindi ormai obsoleta. Si vuole dunque procedere all'eliminazione di molti di essi, quale per citarne uno, il registro relativo alla trasformazione dei beni alimentari, ad esempio i liquori: «costi inutili, solo adempimenti burocratici», è stato rilevato. Spazio poi alla riduzione delle sanzioni alle ditte individuali: nei piani del Mise ci sarà prima una diffi da ad adempiere entro un certo tempo agli obblighi di competenza del ministero e solo dopo, per chi resta inerte, una sanzione, comunque ridotta di un terzo rispetto a oggi. Sulle srl semplifi cate l'idea che si è fatta strada è di estendere a esse l'iter di scioglimento (molto più economico) proprio delle altre srl. Ci si trova infatti oggi nella situazione che la costituzione di una srl semplifi cata ha costi irrisori, mentre quelli di chiusura sono elevati; l'omogeneizzazione tra tipologie porterà a un tagli di questi ultimi. Sempre a proposito di imprese, il Mise proporrà una modulistica standard per l'avviamento e anche un registro unico dei controlli. Più complicata appare al momento, ma se ne è parlato, l'estensione di Impresa 4.0 a tutto il commercio: ci sono aspetti ancora da approfondire ma alcuni temi come quello delle casse automatiche sono in pole position. Certo è invece che per la semplifi cazione del codice appalti al momento non si farà nulla: tutto è rimandato a un provvedimento specifi co di riordino della materia. Nel corso della riunione si è parlato anche del tema del momento, la fatturazione elettronica e il ministero ha annunciato che il mese prossimo un tavolo tecnico si riunirà per verifi care l'andamento della normativa. Tra i temi sollevati, va segnalata una proposta emendativa riguardante la possibilità di retribuire cash le persone prive di documento, un modo per pagare gli immigrati in attesa di regolarizzazione: questione troppo complessa e comunque non di competenza del Mise, se ne parlerà in altra occasione.

Foto: Luigi Di Maio

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