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31/10/2020

Un solo amore: la famiglia

Il Tirreno - l.r.d.

La vittima aveva una compagna Barbara e due figli: Ilenia, la maggiore di 12 anni e Joshua, il più piccolo che ne ha invece 8 Lavorava per la ditta dal 2018 il ritratto
montignosoNicola Iacobucci non aveva solo una passione, ne aveva tre. Che poi, alla fine, erano una sola: si chiamano Barbara, Ilenia e Joshua, la sua famiglia. La compagna e i due piccoli figli, di 12 e 8 anni. «Un ragazzo buono, con la testa sulle spalle. Non uno che andava a fare feste e casini, per lui quello che c'era d'importante era la sua famiglia», commenta un'amica.Era nato a Napoli, ma non c'era rimasto. La licenza media invece la prese a Verona. Ma era qui, a Montignoso, che aveva costruito la sua vita.Aveva scelto la compagna Barbara per costruire la sua vita da adulto quando era ancora un ragazzo. Un'unione che era durata a lungo, portando con sé la gioia di Ilenia,la maggiore di 12 anni e Joshua il più piccolo, ciuffo ribelle lanciato in aria a sembrare un po' papà. Tanta la somiglianza tra loro.Nicola dal 2018 viene assunto con un contratto a tempo indeterminato dalla progetto Santena. Una ditta che ha sede in Piemonte a Torino. Nicola è un ragazzo che ha sempre lavorato: fisico atletico, corporatura massiccia, non lo spaventa la fatica. Non lo spaventa non solo perché è forte, ma perché lo fa per un obiettivo più grande: la sua famiglia. Vuole che stiano bene, che non manchi loro nulla.La sua qualifica è di operaio manovratore, ha un contratto part time di 25 ore a settimana. L'azienda, la progetto Santena, si occupa del commercio all'ingrosso di materiali metalliferi, prodotti semilavorati. Anche in questo caso hanno ricevuto un incarico simile: una segheria dismessa da smontare, molte attrezzature. E materiali riutilizzabili.I lavori erano iniziati da tre giorni per la squadra di Nicola. Un incarico come tanti altri. Anche se c'è quel silos minaccioso, pieno di pesantissima marmettola, che è una preoccupazione per tutti. Nicola era l'ultimo anello in una catena di subappalti. Ben tre, che dall'azienda concessionaria piano piano arrivano a lui. L'operaio manovratore che sarà sotto il silos. A ogni appalto un po' di risparmio sul lavoro.E per il sindacato un risparmio sulla sicurezza. «Il codice degli appalti è incivile, sen non si dice questo è tutta retorica. Queste filiere lunghe, questi subappalti nascondono condizioni di lavoro precarie, che poi espongono i lavoratori a rischi veri. E poi arriva l'incidente mortale, per un ragazzo di 36 anni. Purtroppo siamo alle solite in questa provincia», commenta il segretario Cgil Paolo Gozzani.«Non si può morire di lavoro, non si può continuare a morire di lavoro. Quello di oggi è un lutto enorme che si somma a quello che abbiamo appena ricevuto ieri. Un lutto che coinvolge tutto il nostro territorio e ci fa riflettere ancora una volta di quanto le morti bianche siano una piaga per il nostro paese», commenta il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti. La salma di Iacobucci è a La Spezia. Si attende il via libera della magistratura per i funerali.l.r.d.