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04/03/2020

Un Salva-Italia da 15 miliardi

MF - Luisa Leone e Andrea Pira

EMERGENZA/4 IL DECRETO CHE IL GOVERNO VUOLE METTERE IN CAMPO PER L'ECONOMIA
Il maggior deficit sarà un pilastro della strategia, che poggerà su più investimenti europei. In arrivo anche deroghe al Codice degli Appalti sul modello Genova. Gentiloni: faremo di tutto per l'economia
Una cura aggiuntiva da 15 miliardi, è quella a cui il governo sta lavorando in queste ore per cercare di mettere insieme una terapia ricostituente per l'economia del Paese, già fiacca e ora pesantemente provata dall'emergenza Coronavirus. I primi decreti per contrastare l'emergenza in Lombardia e Veneto sono già stati messi a punto dall'esecutivo e un altro provvedimento dovrebbe arrivare entro venerdì. Quest'ultimo, tra credito d'imposta per le aziende più colpite dall'emergenza (con un calo di almeno il 25% del fatturato), alla cassa integrazione in deroga, a tagli mirati delle tasse, dovrebbe valere circa 3,6 miliardi di euro, ma allo studio del governo c'è già anche un altro step: un decreto crescita che dovrebbe vedere la luce entro la fine del mese, contenente una serie di misure per rilanciare gli investimenti, pubblici e privati, e per dare una mano in più ai settori più colpiti dagli effetti del Coronavirus, a partire dal turismo. «La terapia d'urto per l'economia italiana che il governo sta mettendo a punto mira a mettere a disposizione 12-15 miliardi tra investimenti e maggior deficit, unitamente a fondi straordinari europei per fronteggiare gli stati di emergenza», spiega il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega alla Programmazione economica e Investimenti, Mario Turco, a MF-Milano Finanza. Ancora le misure non sono definite nei dettagli ma l'idea sarebbe di prevedere delle deroghe nell'applicazione del codice degli appalti (valide per qualche anno), sul Modello Genova, già invocato dal mondo produttivo, con l'obiettivo di sbloccare i cantieri. Ma anche potenziare le capacità di spesa delle amministrazioni locali, con flessibilità sui bilanci e magari alzando i limiti di spesa per gli affidamenti diretti. Buona parte dei denari dovrebbero venire comunque dall'Europa, visto che tra fondi per il periodo 2014-2020 e i residui del periodo precedente, da riprogrammare potrebbero esserci una quindicina di miliardi. Sempre dall'Europa l'Italia dovrebbe ottenere margini di flessibilità sui conti. Ieri il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha pronunciato parole molto simili al «whatever it takes» di Mario Draghi: per salvaguardare la crescita la Ue, che ieri ha predisposto una task force, è pronta a usare tutte le opzioni. Ecco perché le richieste dell'Italia di flessibilità per circostanze eccezionali saranno prese in considerazione, così come quelle di tutti i Paesi. Intanto oggi è previsto un piano per Made in Italy con 300 milioni già a disposizione dell'Ice per rimodulare le export verso i mercati meno esposti al virus, più altri 350 milioni per rimpinguare il fondo di garanzia sulle esportazioni all'estero. (riproduzione riservata)

Foto: Mario Turco


Foto: Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/governo