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28/07/2021

Un ricorso al Tar non potrà più bloccare le opere del Recovery

Messaggero Veneto - Maurizio Cescon

Il decreto Semplificazioni approvato dalla Camera contiene molte novità Dal silenzio-assenso alle costruzioni, dalla fibra alle autorizzazioni per i cantieri
Maurizio Cescon / udineUn corposo fascicolo con norme che potrebbero davvero dare una scossa, positiva, alla realizzazione di infrastrutture fondamentali per il Paese, dalla digitalizzazione alla transizione ecologica, dal Superbonus edilizio al codice degli appalti. Tutte cose attese da anni e che adesso, grazie ai soldi dell'Unione europea, potrebbero diventare realtà in pochi anni. Semprechè venga snellito un apparato burocratico che sembrava difficile scalfire. Ebbene tutto ciò è inserito nel Decreto Semplificazioni, approvato in via definitiva qualche giorno fa dalla Camera.Il Tar non fermerà i cantieriIl ricorso al Tar non sarà più motivo sufficiente per interrompere i lavori di un'opera pubblica. Almeno di quelle inserite nel Pnrr. La novità è stata aggiunta all'ultimo minuto nel decreto Recovery appena approvato alla Camera, garantendo così, sottolinea il ministro della Pa Renato Brunetta, primo sponsor della misura, che l'Italia potrà «procedere in velocità, senza pregiudicare le legittime tutele per le imprese». Ora, approvate le norme sulla governance e sulle semplificazioni, rivendica il ministro, il nostro Paese «potrà ottenere a breve l'anticipo di 25 miliardi» delle risorse negoziate con l'Unione europea. La svolta per i progetti del Piano sta in questo: in pratica, in caso di impugnazione degli atti relativi alle procedure di affidamento dei contratti, si applicheranno per gli investimenti pubblici legati al Recovery le disposizioni del codice del processo amministrativo che riguardano le controversie relative alle infrastrutture strategiche. Quindi niente blocco dei cantieri e niente tira e molla tra le imprese, visto che nella prassi lo spettro del Tribunale amministrativo viene spesso agitato dalle aziende non assegnatarie che puntano a ottenere almeno il subappalto.Il Superbonus semplificatoUn'altra novità non legislativa renderà ancora più facile ricorrere al Superbonus 110%, già ampliamente semplificato sia nella versione originaria del Dl che in quella uscita, rivista e corretta, dalla Camera. «Per assicurare la massima operatività e l'uniforme applicazione delle semplificazioni su tutto il territorio nazionale», dice ancora Brunetta, il Dipartimento della Funzione pubblica, Regioni, Anci e altre amministrazioni stanno mettendo a punto un modulo per presentare al Comune la comunicazione dei lavori per il superbonus (Cila-Superbonus), valido su tutto il territorio nazionale. Un modello unico dunque che eliminerà le differenze sul territorio. Con il decreto, il ricorso alla Cila è diventato l'unico passo necessario per chiedere l'agevolazione al 110%. Il Parlamento ha infatti chiarito che, anche in caso di interventi strutturali, per procedere ai lavori di riqualificazione basterà la sola Comunicazione di inizio lavori e non servirà la Scia. In più, per le opere di «edilizia libera» nella Cila è richiesta la sola descrizione dell'intervento, mentre in caso di variazioni in corso d'opera basterà comunicarle a fine lavori come integrazione della stessa Comunicazione originaria. Tra le semplificazioni anche quelle che riguardano il cappotto termico, con la deroga alle distanze minime fra i palazzi, e i pannelli fotovoltaici che - purché integrati e non riflettenti - potranno essere montati anche nelle cosiddette "Zone A" delle città, non i centri storici veri e propri, ma i quartieri inseriti comunque dal 1968 in quella classificazione.Le altre misureCon il decreto saranno dimezzati i tempi delle valutazioni ambientali (Via), ridotte di più della metà le attese per le autorizzazioni per la banda ultra larga per portare la fibra a tutte le famiglie e viene rafforzato il silenzio assenso e i poteri sostitutivi. Sarà l'Agid (Agenzia per l'Italia digitale) che dovrà monitorare il rispetto delle norme sull'uso del digitale da parte della Pubblica amministrazione e i dirigenti che si renderanno responsabili di frenare la transizione al digitale pagheranno con sanzioni economiche e fino al licenziamento. --© RIPRODUZIONE RISERVATA