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17/07/2018

«Un regolamento per amministrare i beni comuni»

Il Gazzettino

URBANISTICA
MESTRE «Sono già 150 i Comuni italiani Milano e Bologna i più importanti - che negli ultimi tre anni hanno adottato un Regolamento dei Beni Comuni con l'obiettivo di affidare ad associazioni o a privati la gestione di aree verdi inutilizzate o immobili pubblici in disuso». A spiegare ai consiglieri comunali veneziani l'esperienza fin qui maturata in altre amministrazioni è intervenuto Pasquale Bonasora del direttivo di Labsus, durante i lavori della settima Commissione consiliare, convocata ieri a Mestre su iniziativa del consigliere Pd Nicola Pellicani, promotore dell'adozione di un Regolamento dei Beni Comuni da parte dell'amministrazione veneziana . Labsus è un'associazione che ha l'obiettivo di dare piena attuazione al principio di Sussidiarietà orizzontale stabilito dalla Costituzione, di cui il Regolamento dei beni Comuni rappresenta uno strumento efficace ed immediato. L'audizione in Commissione consiliare è servita anche a chiarire i dubbi di alcuni consiglieri circa l'opportunità di redigere un Regolamento dei beni comuni adatto alle specificità del territorio veneziano, evitando una interferenze con il Codice degli Appalti e una sovrapposizione con gli strumenti (Istanza di Adozione di area pubblica, Concessione mediante Avviso pubblico) già utilizzati dall'amministrazione comunale per analoghe esperienze di gestione di beni pubblici. «Il Regolamento facilità il rapporto tra enti locali e cittadini che vengono resi essi stessi amministratori del proprio territorio spiega Pasquale Bonasora ai consiglieri presenti - e che si assumono un impegno ed una responsabilità nella gestione di un bene comune». La discussione in Commissione offre lo spunto per parlare anche di rigenerazione urbana. «Il tema del Regolamento si collega direttamente con il problema della sicurezza e per questo penso ad aree degradate come la ex Monteverdi o l'ex Umberto I ricorda Nicola Pellicani perché solo quando uno spazio pubblico abbandonato rivive questo può scacciare il crimine ed il degrado e sappiamo che la rigenerazione urbana determina anche quella sociale». Nel corso dell'audizione i consiglieri hanno chiesto a Bonasora di spiegare come ha funzionato e come è stato attivato il Regolamento in altri Comuni . «Il Regolamento contiene un Patto di collaborazione che può essere ordinario nel caso, ad esempio, di affidamento di un'area verde, oppure complesso per la gestione di immobili abbandonati - ha chiarito Bonasora e per rendere operativo questo strumento è opportuno creare un apposito ufficio da affidare ad un funzionario che segua l'attivazione dei progetti. Come quello avviato in un comune emiliano dove i cittadini hanno creato una Metropolitana urbana pedonale». Pur con qualche distinguo, il percorso che può portare all'adozione di un Regolamento dei beni comuni per Venezia sembra avviato verso un esito positivo, tanto che in aula si sono già sentite delle proposte di applicazione concreta, come quella del consigliere Renzo Scarpa. «Ci sono molti nostri concittadini che sarebbero disponibili a farsi carico della manutenzione delle isole abbandonate della laguna».
Paolo Guidone

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