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15/06/2019

Un referendum tra Lido e Chioggia La proposta del ministro Toninelli

Il Mattino di Padova - Alberto Vitucci

Sopralluogo in laguna, con la motovedetta e l'elicottero. «Marghera la escludo, troppi rischi. Decideremo a breve»
Alberto VitucciVENEZIA. Marghera no. Troppo pericolosa. Lo scavo del canale Vittorio Emanuele? Complicato. «Le soluzioni per le grandi navi lontane da San Marco sono soltanto due: Chioggia e un nuovo porto a San Nicolò, in mare, lato spiaggia. Abbiamo raccolto elementi importanti. A breve decideremo insieme agli enti locali. Ma non saranno decisioni calate sulla testa della gente: siamo pronti su questo a fare anche un referendum». Eccolo il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli mentre sbarca dalla motovedetta della Capitaneria di porto alle Zattere. È arrivato all'aeroporto Marco Polo ieri intorno alle 9. Un giro in elicottero sui cantieri del Mose e sulle aree portuali e a Marghera. Proprio mentre una grande nave entra in Bacino. «È davvero impattante», si lascia sfuggire il ministro mentre osserva dall'alto.Poi un sopralluogo via acqua insieme al presidente dell'Autorità portuale Pino Musolino, al provveditore Roberto Linetti, al comandante della Capitaneria Piero Pellizzari. «Siamo qui», scandisce, «per trovare una soluzione definitiva e togliere le grandi navi dal canale della Giudecca e dal Bacino San Marco». Poi attacca: «Dobbiamo dire che fino a oggi c'erano soltanto idee, non progetti. I tecnici hanno filtrato le idee esistenti e hanno scelto quelle che potevano essere soluzioni percorribili. I primi documenti indicano San Nicolò e Chioggia come futuro per il porto di Venezia ad uso delle Grandi navi».La polemica Il ministro lancia qualche frecciata ai tanti sostenitori dell'ipotesi Marghera. «La escludo», dice, «è un'area a rischio Seveso. Pensate al traffico di navi mercantili. E quelli che dicevano che era già pronta non lo hanno detto».Lido o Chioggia Dunque sono due le ipotesi che adesso dovranno essere valutate nel dettaglio. Per Chioggia ci vorranno 250 milioni per il nuovo terminal, 4-5 anni di lavori. E nel frattempo la necessità di adeguare la ferrovia e le reti stradali come la Romea, chiaramente insufficienti. Lo scavo dei fanghi, dice il ministro, potrebbe essere meno problematico degli scavi a Marghera. Nelle ultime analisi i fanghi risultavano «non inquinati». Più complesso il discorso del Lido. Il terminal costerebbe lì almeno 700 milioni. La decisione«Sono decisioni che non avvengono da un giorno all'altro», insiste, «del resto sono almeno 10 anni che abbiamo il problema grandi navi e la politica non lo ha risolto. La decisione non riguarda solo il mio ministero, ma anche i Beni culturali e gli enti locali. Decideremo insieme. Ma la devono smettere di insultarmi Non rispondo alle offese».Il referendumToninelli lancia l'idea di una soluzione pubblica. «Noi non vogliamo che le decisioni siano prese dall'alto», dice, «e anche la legge sul Codice degli appalti prevede la procedura di dibattito pubblico. Porteremo le due ipotesi e poi si deciderà». Vittorio EmanueleSoluzione non facile, anche se «provvisoria». «Occorre il protocollo fanghi», dice, «quello attuale risale al 1993. Perché quelli che vogliono lo scavo non si sono preoccupati di fare la caratterizzazione dei fanghi?».L'immediato«Altre riunioni sono previste a partire da lunedì», continua, «ci vorrà del tempo, ma almeno saranno tempi certi. Sapremo che si apre un cantiere e si è trovata una soluzione». Intanto le grandi navi continueranno a passare da San Marco? «Stiamo lavorando al monitoraggio, per verificare se la nuova ordinanza garantisca maggiore sicurezza. Una soluzione non la si fa da oggi a domani. Almeno si parte».Le compagnieAssediato dalla politica e dagli armatori, Toninelli annuncia di aver incontrato le compagnie delle crociere. Il tema è la possibile riduzione dei passaggi delle grandi navi e delle loro dimensioni. Ma anche di una loro distribuzione nel tempo. Oggi gli arrivi sono concentrati il sabato e la domenica.Il comitato No naviUna delegazione del comitato guidata da Tommaso Cacciari è stata ricevuta dal ministro in Capitaneria. «Gli abbiamo ricordato la grande manifestazione», dice Cacciari, «e obiettato che se vogliamo portare le navi fuori della laguna, Chioggia è dentro la laguna. Gli regaleremo una cartina così lo potrà vedere.Il porto al Lido ci ricorda le opere faraoniche del Psi anni Ottanta, magari con sublagunare...? C'è un progetto che ha avuto il parere favorevole della Via, quello di Duferco-De Piccoli. Bisogna esaminare anche quello». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI