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03/07/2021

“Un presidio diretto a tutelare l’economia del territorio”

La Stampa - EL. T.

fiamme gialle e polizia
Per gli investigatori, gli otto indagati avrebbero realizzato centri commerciali aggirando le disposizioni previste dal Codice degli Appalti. Le opere di urbanizzazione venivano realizzate a scomputo, ovvero a detrazione (totale o parziale) degli oneri dovuti all'ente pubblico. Sulla carta la società realizzante apriva gare di appalto regolari, ma in realtà secondo le indagini era tutto fittizio. In sostanza l'esito della gara era già noto ancor prima della sua apertura. La società, quindi, a detta degli investigatori, invitava in maniera del tutto fittizia cinque imprese candidate per la realizzazione, ma la scelta era sempre e solo una, quella determinata già a priori. In un'altra occasione, la stessa società appaltante avrebbe affidato in via diretta la realizzazione di opere di urbanizzazione all'impresa, priva però dell'attestazione Soa (rilasciata da Società organismi di attestazione), imprescindibile per poter partecipare ad appalti pubblici. Le autorizzazioni fondamentali per esercitare erano quindi bypassate. Chi si approcciava al lavoro, in sostanza, non era qualificato per farlo. «Riteniamo che le misure siano un risultato importante - aggiunge il dirigente della Mobile, Mastorci - per impedire ai soggetti di poter eventualmente reiterare questi comportamenti». «Con questa operazione - concludono dalla Guardia di Finanza di Asti - è stato fatto un presidio diretto per reprimere situazioni di malcostume radicate, che danneggiano l'economia del territorio». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Guardia di Finanza e Polizia hanno lavorato insieme