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04/02/2021

Un maxi-cratere al posto del vecchio ospedale Camminando sulle macerie appare il futuro

QN - La Nazione

di Sara Bessi PRATO Il conto alla rovescia è scattato: alla fine di aprile o al massimo nella prima settimana di maggio, in anticipo rispetto alla tabella di marcia, il cantiere del vecchio ospedale, raso al suolo in cinque mesi dalla Daf Costruzioni di Milano, sarà consegnato all'Asl. Al posto degli edifici degli anni Settanta oggi c'è un enorme cratere dove le ruspe continuano a lavorare senza sosta, mentre la maxi pinza ha già terminato il lavoro di smontaggio selettivo e presto, al massimo entro una settimana, sarà trasferita di notte verso altre destinazioni. Lo skyline senza più palazzina del pronto soccorso e senza più i sei piani di cemento armato, fa cogliere con un solo sguardo il centro storico, il Convitto Cicognini, la Calvana sullo sfondo e i campanili delle chiese dello Spirito Santo e di San Niccolò. Adesso le gru dovranno fare gli ultimi sforzi rimuovendo le fondazioni di quegli immobili ormai impressi nella memoria collettiva dei pratesi per aprire alla realizzazione del parco centrale ideato dall'archistar del paesaggio Michel Desvigne. Un parco di tre ettari (un investimento di 8,2 milioni, di cui 6 di oper, per il quale sarà bandita una gara europea. Negli occhi del sindaco Matteo Biffoni, che ieri mattina ha varcato il cancello del cantiere per un sopralluogo, la soddisfazione per potere adesso sentire davvero vicino il futuro di quell'area. «Entro la fine della primavera arriverà il progetto esecutivo del parco centrale e in estate la gara d'appalto europea per assegnare i lavori, riportando l'area agli orti degli anni '60», dice Biffoni. «Il nome che daremo al parco? Ci stiamo pensando, ma in omaggio alla storia potrebbe essere Parco del Misericordia e Dolce. Sarà uno spazio verde e nuova porta d'ingresso al centro storico». A terra rimangono 30.000 metri cubi di detriti e macerie già ripuliti e selezionati da rimuovere: vi hanno lavorato 12 ruspe, 30 operai nel picco massimo dei lavori, fra i quali due assunti a Prato. Fra quelle macerie - sono stati demoliti 170.000 metri cubi di costruito - ci saranno anche i resti della lunetta donata dal maestro Leonetto Tintori. Un episodio che ha sollevato polemiche in città. «Su questa storia c'è un fascicolo aperto in procura», commenta il primo cittadino. «Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, ma voglio fare un'osservazione: dal 2013 a oggi ci sono stati decine di sopralluoghi e nessuno mi ha scritto una mail per rivendicare quell'opera, che comunque non era un bene tutelato. Siamo tutti dispiaciuti per quanto è accaduto per una distrazione che definirei collettiva. Potremmo intitolare a Tintori qualcosa, un vialetto o uno spazio del parco centrale». Per ricostruire cosa sia esattamente successo della lunetta sta lavorando l'Asl Centro: «Sono in corso verifiche per la ricostruzione dei fatti», spiega Marco Brintazzoli, capo dipartimento area tecnica. «Abbiamo una inventariazione del patrimonio artistico tutelato e l'opera in questione non aveva le caratteristiche per esserlo». Il direttore tecnico del cantiere Massimiliano Donzelli ripercorre i cinque mesi della demolizione: «Sono proceduti speditamente nonostante diversi imprevisti, come la scoperta di ulteriore amianto trovato in tubazioni ed emerso nei pilastri discendenti (oltre 3 chilometri). Terra mista ad amianto è stata stoccata e sarà adeguatamente smaltita in Germania. Tutto il materiale demolito con il sistema selettivo dello strip-out è recuperabile al 98% e viene avviato per il riutilizzo in centri di raccolta specializzati. Abbiamo proposto di usare una parte dei 30.000 metri cubi di detriti selezionati per riportare a pari l'area». Entro la fine della primavera sarà pronto il progetto esecutivo del parco centrale, in estate sarà effettuata la gara d'appalto di evidenza europea ed entro l'anno saranno aggiudicati i lavori. «Sarà un parco con spazi per il fitness all'aria aperta, tre ettari di verde con alberi, siepi, opere d'arte e un padiglione in vetro da 500 metri quadrati con bar e ristorante alle due estremità e spazio coworking», spiega l'assessore all'Urbanistica Valerio Barberis. «Ci sarà una vasca d'acqua di 150 metri ai piedi delle mura con effetto specchio. Saranno mantenuti gli alberi del vecchio ospedale e ne saranno piantati centinaia di nuovi per creare un orto botanico come un giardino delle cento etnie di Prato. Ci saranno tre ingressi: dal lato Cicognini, da quello di via Cavour e da Sant'Orsola». L'Asl guarda già ad altri interventi: «Dobbiamo ancora decidere quale destinazione dare ai 9.000 metri quadrati edificati a ridosso del parco. Ci sono altri interventi strutturali, come il progetto esecutivo per la palazzina esterna e per la messa in sicurezza idraulica del Vella, la gara d'appalto pr il distretto di San Paolo - fa sapere Gianluca Gavazzi, direttore dell'area Manutenzione e gestione patrimonio - e la necessità di realizzare un altro distretto grande nella parte sud, in zona Grignano». Ma questa è un'altra storia. © RIPRODUZIONE RISERVATA