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07/07/2020

Un intervento shock avrebbe aiutato il Pil

Formiche - Andrea Monorchio* e Luigi Tivelli**

STORIA DI COPERTINA
Il documento Colao prevede sia la costituzione di un'unità di presidio presso la presidenza del Consiglio per pianificare una rapida esecuzione delle infrastrutture di interesse strategico, sia l'applicazione diretta alle infrastrutture di interesse strategico delle direttive europee. Sembra che si tratti di un modello riformatore, ma forse si poteva scegliere una linea di azione più coraggiosa. Per un verso si poteva quantificare un primo intervento shock che avrebbe potuto avere un certo impatto sul Pil, peraltro il documento manifesta una certa ritrosia verso interventi su infrastrutture cruciali tramite la figura del commissario come nel caso del modello Genova Vale per il settore delle infrastrutture ciò che vale per ogni settore della vita economica e sociale: non ci può essere vera semplificazione burocratica se non preceduta e accompagnata da una seria e significativa semplificazione normativa. "Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie": questa la sentenza scolpita da Montesquieu ne Lo spirito delle leggi . Una sentenza che sembra riferita all'ordinamento italiano delle infrastrutture, con i suoi ritardi e il suo sostanziale blocco. "Il vero problema sono le leggi di pessima qualità. E quelle sono colpa della politica" ha dichiarato a Il Dubbio dell'11 giugno il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati amministrativisti, Fabio Mattei, interpellato sulle ragioni degli appalti fermi. Basti guardare all'annosa questione del Codice degli appalti, che è la principale delle troppe e troppo complicate leggi che pesano sul settore delle infrastrutture. Un testo, approvato nel 2016, fatto di una mole sterminata di 220 articoli per un totale di circa 900mila caratteri, il cui effetto principale è stato quello di bloccare i cantieri. Nè il successivo provvedimento cosiddetto Sblocca cantieri è diventato ope rativo e ha dato effetti. Anzi, l'unico effetto prodotto è stato quello di nominare una commissione con l'incarico di emanare un regolamento attuativo, che risulterà, guarda caso, di ben 313 articoli, per molti versi ancora più complicati e poco comprensibili di quelli del Codice degli appalti. Per questo abbiamo sempre sostenuto che non ci può essere semplificazione burocratica senza previa semplificazione normativa. Su questo terreno melmoso su cui si è impantanata (grazie anche alla politica dei no tanto cara a qualche partito) la politica delle infrastrutture, si possono innestare i puntuali e precisi paletti di confine individuati per il settore delle infrastrutture dalla commissione Colao. In primo luogo la costituzione di un'unità di presidio presso la presidenza del Consiglio per pianificare una rapida esecuzione delle infrastrutture di interesse strategico che sia responsabile della rapida esecuzione degli investimenti previsti. Tale organismo dovrebbe essere competente per i vari tipi di infrastrutture che vanno dalle reti di telecomunicazione a quelle energeti che sino alla salvaguardia dell'ambiente, alla messa in sicurezza del territorio e ad altri tipi di infrastrutture di interesse strategico. Quanto al Codice degli appalti, si propone l'applicazione diretta alle infrastrutture di interesse strategico delle direttive europee, integrandole solo per le porzioni in cui esse non sono autoapplicative. Per il resto si propone la revisione in parallelo del Codice degli appalti basandosi sui princìpi delle direttive europee. La scheda della commissione Colao relativa al Codice degli appalti lascia aperta la possibilità che si faccia più ricorso possibile al modello "applicazione della direttiva europea più integrazione minima". Sembra poter dire che si tratta di un modello riformatore che indubbiamente innova rispetto alla situazione in atto, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture strategiche, anche se forse si poteva scegliere una linea di azione più coraggiosa, relativamente ad alcuni aspetti. Per un verso si poteva quantificare, visti gli stanziamenti in atto, specie nel settore dei lavori pubblici che da tempo aspettano di essere messi in opera, una prima massa critica di intervento shock che potrebbe avere un certo impatto sul Pil, di cui ci sarebbe più che mai bisogno. Per altro verso il documento Colao manifesta una certa ritrosia verso interventi su infrastrutture cruciali tramite la figura del commissario come nel caso del modello Genova. Riteniamo invece che, poiché in ogni caso i problemi di semplificazione normativa e semplificazione burocratica perdureranno, ci saranno altre opportunità in cui varrà la pena ricorrere a quel modello di intervento. Il problema a questo punto è se il governo riuscirà finalmente a incorporare in sé questa necessaria capacità progettuale e innovativa.
_"Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie: questa la sentenza scolpita da Montesquieu ne Lo spirito delle leggi . Una sentenza che sembra riferita all'ordinamento italiano delle infrastrutture, con i suoi ritardi e il suo sostanziale blocco"_

Foto: *Già ragioniere generale dello Stato e professore di Contabilità di Stato presso l'Università di Siena **Già consigliere parlamentare della Camera dei deputati e saggista