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13/03/2021

Un grande patto per il Sud e basta assistenzialismo

Corriere del Mezzogiorno - Francesco Paolo Capone

La Lettera
Caro direttore, le scrivo per dirle che siamo arrivati a un punto storico in cui è necessario unire le forze per dare una svolta epocale al Meridione. Il Sud Italia rappresenta una risorsa preziosa per il nostro Paese e non deve essere preso in considerazione soltanto dai turisti durante i mesi estivi, quale meta ambita di vacanze. L'obiettivo è quello di valorizzare le regioni meridionali 365 giorni l'anno, attraverso un nuovo welfare che metta al centro l'interesse dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie, a partire dai giovani. In tal senso, il Recovery Plan rappresenta per il Mezzogiorno un'occasione unica per un riscatto economico e sociale che guardi anche alla transizione energetica per una maggiore sostenibilità ambientale. L'Ugl ribadisce la centralità di un piano per il lavoro, che coniughi politiche industriali e occupazionali sul modello del piano Marshall . È necessario dare risalto alle immense potenzialità del Sud e fare leva sul giacimento inesauribile di risorse intellettuali e professionali che è in grado di offrire. A tal fine, è indispensabile un mutamento di paradigma culturale, abbandonando la logica dell'assistenzialismo e dei sussidi che svilisce innanzitutto la dignità del lavoratore, rimuovendo gli ostacoli burocratici che impediscono il matching tra domanda e offerta di lavoro. Il sostegno alla scuola e alla formazione deve essere concepito come uno dei più grandi investimenti ad alto moltiplicatore, in termini di nuove competenze e di opportunità di sviluppo. In tal senso, i giovani rappresentano il futuro del nostro Paese per cui è un obbligo morale dare loro la possibilità di inserirsi all'interno del mercato del lavoro. Fondamentale, dunque, avviare un programma di interventi all'insegna della digitalizzazione, un passaggio indispensabile per creare nuovi posti di lavoro e promuovere la competitività delle imprese nelle regioni meridionali. Al tempo stesso è urgente riformare l'attuale codice degli appalti al fine di ridurre le tempistiche per la messa a terra di un'opera, liberando gli oltre 120 miliardi di euro di fondi nazionali non spesi a causa delle lungaggini e degli impedimenti burocratici, risorse importanti che consentirebbero, unitamente ai finanziamenti derivanti dal Recovery Plan, di far ripartire i troppi cantieri rimasti sospesi. La riscossa del Mezzogiorno potrà avverarsi soltanto attraverso un ambizioso piano infrastrutturale a cominciare dal Ponte sullo Stretto e dall'Alta velocità, per eliminare il gap NordSud a beneficio dell'occupazione, della coesione e dello sviluppo del Paese nella sua interezza. Segretario Generale Ugl