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01/07/2021

Un fantasma si aggira per l’Italia: la fine dei bl…

Messaggero Veneto - arrigo de pauli

Un fantasma si aggira per l'Italia: la fine dei blocchi per i licenziamenti e per il pagamento delle cartelle esattoriali.Come in tutte le epidemie storiche, anche in quella che (da troppo tempo) viviamo si pone il drammatico dilemma di conciliare salute ed economia. Finora si è giustamente data la precedenza ai vaccini, mentre sul versante economico ci si è attestati in posizione di attesa, utilizzando pannicelli caldi per venire incontro alle necessità primarie delle categorie più esposte. Lo Stato si è fatto da un lato elemosiniere delle partite Iva, dall'altro ha ringuainato lo spadone tributario riservandosi di risfoderarlo più avanti e infine bloccato i licenziamenti, nel frattempo provvedendo, non senza ritardi, ad attivare la cassa integrazione guadagni nelle sue diverse declinazioni. Il tutto per ridurre la montante povertà e per tutelare la pace sociale.Il valzer delle prorogheOvviamente si tratta di misure che non possono cristallizzarsi, ma che trovano ragion d'essere nella necessità di far fronte immediato a situazioni estreme e nella conseguente provvisorietà. Ma il valzer delle proroghe dovrà pur finire e si avvicina l'ora della resa dei conti.Da più parti si è denunciato il serio pericolo di tumulti e tafferugli, di manifestazioni a rischio di derive violente, di guerre tra i poveri. Ciò ha cominciato a verificarsi inevitabilmente, non soltanto contro la polizia intervenuta a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, a difesa di innocenti vetrine, inermi cassonetti, sfortunatissime vetture colpevoli di essere parcheggiate nel posto sbagliato.È anche avvenuto che manifestanti disoccupati siano venuti alle mani all'uscita dal luogo di lavoro con dipendenti occupati, che hanno opposto alle escandescenze dei dimostranti ed ai blocchi sortite altrettanto pesanti, con invitabile strascico di feriti e contusi.La prova in autunnoL'autunno sembra essere il momento in cui si saggerà la tenuta del sistema, quando anche le ultime proroghe andranno a scadere (presumibilmente al 31 agosto il blocco delle cartelle, al 31 ottobre quello di licenziamenti, tuttavia selettivo, non generale).Le prospettive non sono poi così drammatiche, in quanto esistono i presupposti per reggere l'impatto, dato che molto presto comincerà a cadere sul Paese la pioggia di miliardi del Recovery Fund europeo, la cui prima rata sembra sarà versata già nell'estate in corso.Con una particolarità, non da poco: se i soldi non si spendono, tornano a Bruxelles con tanti cordiali saluti. Se non si trasformano le risorse in opere si è lavorato a vuoto. Se i soldi non arrivano nelle mani giuste si arricchiscono corrotti e mafiosi.Gestire le risorseQui sta il pericolo, per l'incapacità strutturale del nostro ordinamento di spendere presto, bene e onestamente. I punti critici sono agevolmente identificabili: decreti attuativi, procedure bizantine, esposizione alla corruzione, infiltrazioni criminali. Forse è la prima volta che un Governo ha seriamente preso il toro per le corna, in inversione di tendenza con gli infiniti bla bla che hanno animato i consueti vivaci dibattiti, privi di ogni pratica ricaduta come è puntualmente avvenuto fino ad un governo fa. Siamo fortunatamente passati dalla prassi del "salvo intese" (formuletta salvifica che accompagnava le rabberciate approvazioni dei decreti e dei disegni di legge) al commissariamento dei Ministeri - bradipo per interromperne la pennichella e spronarli a dare attuazione con i regolamenti a leggi altrimenti del tutto fantasmatiche.Il sistema burocraticoNessuno nega che il sistema sia di per sè farraginoso, che la consultazione e il coinvolgimento di ministeri diversi imponga tempi lunghi. Ma, a fronte di quasi 500 decreti ancora da emanare per conferire concretezza a leggi altrimenti lettera morta, l'attuale Capo del Governo ha presentato agli attoniti Ministri un nuovo metodo operativo: due referenti per ogni Ministero, l'uno dedicato all'attuazione l'altro al monitoraggio; a ciascun Ministero è assegnato un obiettivo specifico di decreti da adottare entro tempi prefissati. In più sono previste verifiche (di tipo pressochè ispettivo) sullo stato dell'arte da parte del sottosegretario alla Presidenza. Era ora! Ma non basta se, per il futuro, non saranno elaborati testi di legge autonomi, capaci di camminare con le proprie gambe, senza necessità di ulteriori elaborazioni che ne paralizzano l'effettività. La strada della semplificazioneIl Governo, a fronte di 248 miliardi disponibili sulla carta e di 25 in arrivo quest'estate - ben conscio che in Italia la via più breve tra due punti è l'arabesco - si è avviato con decisione sulla strada della semplificazione. In particolare sugli appalti si è preso in seria considerazione il così detto Modello Genova, esempio del tutto inusuale di celerità, anche se sembra un tantinello osè ipotizzare la nomina di una serie di Commissari straordinari che agiscano in deroga a ogni disposizione di legge diversa dalla penale. Ciò può valere nel breve periodo, sospendendo l'applicazione del codice degli appalti a favore degli affidamenti diretti (ma operando con prudenza sull'innalzamento della soglia), nella certezza di una revisione semplificatoria nel medio periodo. Nel frattempo si potrà ad esempio effettuare controlli elettronici sulla mancanza di legami con la mafia senza sobbarcare la società offerente di una girandola di dichiarazioni dei familiari e dei conviventi di tutti i consiglieri di amministrazione. Ancora si potrebbe restituire dignità al criterio dell'offerta più bassa, richiedendo fideiussioni bancarie o assicurative a garanzia della loro serietà, tenendo conto che quella economicamente più vantaggiosa richiede sforzi preparatori non indifferenti e conferisce notevoli poteri discrezionali alle commissioni.Il caso appaltiLa materia degli appalti è indubbiamente delicata, in quanto come si è detto esposta a fenomeni corruttivi ed alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Ma ciò è ben presente al Governo, il cui Ministro della Difesa ha pubblicamente confermato la costante attenzione dedicata a criminalità, migrazione clandestina, corruzione, ordine pubblico, mafia, protesta sociale. Nello specifico sono stati attivati anticorpi preventivi idonei ad evitare che i finanziamenti statali ed europei siano intercettati e che l'economia sana venga aggredita. Ma la necessità di seri controlli non potrà andare a scapito della celerità d'impiego delle risorse. In conclusione le premesse per disinnescare la povertà ed il disagio, in breve il disastro economico e sociale provocato dal Covid, ci sono tutte e si può guardare all'immediato futuro con moderato ottimismo.--© RIPRODUZIONE RISERVATA