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10/09/2018

Un decreto per tagliare fuori Autostrade Ma il governo rischia la battaglia legale

La Stampa - ALESSANDRA COSTANTE GENOVA

Gli alleati divisi sul "Salva Genova": i grillini puntano a un provvedimento su tutte le infrastrutture I leghisti vogliono un testo sull'emergenza cittadina e mediano sul ruolo della società concessionaria RETROSCENA
Da oggi a mercoledì i vertici a Roma per decidere sul "dopo Morandi"
Divisi su tutto, anche sul decreto «Salva Genova». Come sul Ddl Anticorruzione o sul condono fiscale, che non può essere chiamato condono ma pace fiscale, pure sul decreto legge «Salva Genova» (anche il nome parrebbe provvisorio) i soci di governo marciano con passo diverso. Anche rispetto alle richieste che sarebbero arrivate dalla Regione, dal Comune e dall'Autorità portuale di Genova e Savona, i tre enti che si trovano a fronteggiare il «dopo Morandi» e che chiedono al governo gli strumenti per una rapida ricostruzione del viadotto della A10. Schemi diversi Ad oggi il decreto è una pagina quasi bianca, giurano gli esponenti di governo, che comincerà ad essere scritta solo alla fine del giro di consultazioni e di incontri tra i ministeri e Palazzo Chigi che si terranno da questa mattina fino a mercoledì. Il ministro delle infrastrutture, il grillino Danilo Toninelli avrebbe voluto prendere la palla al balzo per scrivere un ampio decreto su tutte le infrastrutture italiane, parlare di controlli, collaudi, assumere ingegneri per il Mit e provvedere alle esigenze di Genova. Ma sembra che questo schema di decreto sia considerato dall'anima leghista un po' troppo ampio per un provvedimento d'urgenza che deve dare risposte all'emergenza che stanno vivendo Genova e la Liguria. Il viceministro Edoardo Rixi, genovese, vorrebbe ad esempio un decreto che riguardasse solo Genova, con stanziamenti certi e, vista l'apertura della Ue a scomputarli dal deficit, magari quelli che servono per la demolizione e la ricostruzione dei due monconi che incombono sul Polcevera, e indicazioni precise, anche minimali per Genova e il suo porto che ad esempio dovrà duplicare alcuni servizi per evitare di intralciare e appesantire ancora di più il traffico che attraverserà la città. Le grandi incognite Chi ricostruirà il viadotto sulla A10 e chi sarà il commissario per la ricostruzione? Sono queste le grandi incognite alle quali nessuno ha ancora risposto. Ieri il vicepremier Di Maio ha promesso «brutte sorprese» nei prossimi giorni per Autostrade per l'Italia, e questo fa pensare che il decreto Salva Genova possa contenere anche la sospensione della concessione di Aspi nel tratto del Morandi: esautorata, obbligata a rifondere i danni, e a far ricostruire il ponte da Fincantieri, azienda da subito indicata per la ricostruzione dal vicepremier grillino. Ma su questo è in corso la mediazione della Lega, consapevole che un'azione del genere potrebbe aprire un grande contenzioso e ritardare la ricostruzione del viadotto con conseguenze esiziali per Genova e la Liguria. E anche sulla nomina del commissario per la ricostruzione non c'è certezza: le quotazioni del governatore Toti, dopo le polemiche con il governo, si sono abbassate e palazzo Chigi per non andare ad uno scontro istituzionale che allungherebbe ancora i tempi potrebbe scegliere di non nominare alcun commissario. Venerdì Regione, Comune e Autorità portuale hanno recapitato a Palazzo Chigi lo schema di decreto ipotizzato a Genova e le richieste ritenute indispensabili per la città: la prima è la deroga al codice degli appalti per avere subito un nuovo ponte. La seconda è la Zona logistica speciale per semplificare le procedure del porto. La terza riguarda gli aiuti alle imprese della zona rossa, ma anche alle decine di aziende liguri che a causa del crollo del Ponte Morandi stanno subendo un aggravio dei costi e ammortizzatori sociale «ad hoc» . Poi c'è tutto il capitolo della viabilità e della mobilità scritto dalla città di Genova per avere parcheggi di interscambio, trasporti urbani, il bypass tra l'uscita autostradale di Genova Aeroporto e la strada Guido Rossa per assorbire un traffico, calcolato fino a ieri, di 81 mila veicoli al giorno. - c

LUIGI DI MAIO VICEPREMIER E CAPO POLITICO DEL M5S

Autostrade avrà un'altra brutta sorpresa: non faccio ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare


Foto: ANSA


Foto: Il sopralluogo a Ferragosto: il ministro Danilo Toninelli con il vicepremier Luigi Di Maio a Genova il giorno dopo il crollo del viadotto Morandi