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23/07/2021

Un contributo per l’affitto di casa Saranno aiutate 1.800 famiglie

Corriere della Sera - Nicole Orlando

SOVVENZIONI DAL COMUNE
La Loggia presenta un nuovo bando per accedere ai contributi destinati al pagamento del canone di affitto. Le risorse messe a disposizione da Regione Lombardia, 673 mila euro, sono però la metà di quelle stanziate nel corso del 2020, quando 2.600 famiglie avevano presentato domanda di contributo. Con lo sblocco dei licenziamenti si attende anche un netto aumento delle richieste di sostegno per le spese. Le risorse sono destinate a coloro che hanno subito gli effetti economici ma anche sanitari dell'epidemia da coronavirus.

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La fine del blocco dei licenziamenti sta dando i primi effetti negativi, e alcune aziende (come la Timken di Villa Carcina) hanno iniziato ad annunciare tagli al personale o improvvise chiusure. Con tutte le conseguenze del caso per i lavoratori. A partire (anche) dall'impossibilità di pagare gli affitti. Per tamponare l'emergenza abitativa, resa più acuta dalla pandemia - ma non ancora esplosa - il Comune di Brescia apre un nuovo bando per sostenere il pagamento del canone di affitto di chi, per varie ragioni, si trova impossibilitato a rispettare le scadenze di pagamento, le cosiddette «morosità incolpevoli».


A disposizione ci sono 673 mila euro provenienti da stanziamenti regionali. Il contributo, chiamato «Misura unica 2021», si potrà chiedere dal 26 luglio al 27 agosto ed è rivolto ai nuclei che non hanno uno sfratto in corso e non riescono a pagare l'affitto a causa di una diminuzione del reddito dovuta anche all'emergenza Covid-19. La misura prevede il pagamento del canone di affitto - direttamente al proprietario dell'immobile - da un minimo di un mese a un massimo di quattro mesi, per un valore massimo di 1.500 euro. Il proprietario si impegna inoltre a non dare inizio a procedure di sfratto per i successivi quattro mesi.


La richiesta di contributo va presentata esclusivamente online, nella sezione dedicata sul portale servizi del Comune di Brescia. Possono presentare domanda coloro che risiedono in città in un appartamento in affitto da almeno sei mesi. Tra i requisiti necessari per ricevere il contributo si trova la perdita del posto di lavoro o la riduzione degli orari lavorativi, la cassa integrazione (ordinaria o straordinaria), la scadenza del contratto di lavoro, il congedo straordinario per la cura di figli minori di 12 anni o con disabilità o l'astensione dal lavoro senza indennità.


Il contributo è rivolto anche ai titolari di partita iva, con contratti di lavoro flessibile o ai titolari di attività commerciali e artigiani che si sono trovati costretti a sospendere o chiudere la propria attività a causa dell'emergenza sanitaria. La domanda può essere presentata anche da coloro che segnalano di essere stati ricoverati in ospedale o riportano il decesso di un componente del proprio nucleo familiare per Covid. Il valore Isee dei richiedenti non deve superare i 18 mila euro.


Dal bando sono esclusi coloro che risiedono in alloggi Sap (servizi abitativi pubblici, ex Erp), e coloro che hanno sottoscritto contratti con acquisto a riscatto o di locazione con futura vendita. Per i Sap, anticipa la Loggia, sarà aperto entro la fine dell'anno un nuovo bando per l'assegnazione degli alloggi popolari.


Come detto, a disposizione ci sono 673 mila euro. Ma non bastano: rispetto allo scorso anno il contributo regionale è stato dimezzato, mentre si prevede un netto aumento delle richieste di sostegno per effetto della crisi economica dovuta alla pandemia e dello sblocco dei licenziamenti. Con il primo bando infatti, che valeva 1,3 milioni di euro (parte delle risorse erano della Loggia), avevano presentato domanda di contributo 2.632 nuclei familiari: 2.071 le richieste giudicate idonee, e per cui è stato erogato un contributo.


Oggi, a conti fatti, spiega l'assessore alla Casa Alessandro Cantoni, «sarà possibile aiutare circa 1.800 nuclei familiari, a patto però che tutti ricevano il contributo per solo un mese di affitto e non per i quattro massimi previsti. Diversamente riusciremmo ad aiutare solo 500 nuclei». Cioè un quarto delle richieste rispetto allo scorso anno. Troppo poche, soprattutto a fronte dell'aumento delle difficoltà delle famiglie. «Speriamo nell'arrivo di nuovi fondi regionali o ministeriali - aggiunge Cantoni - perché con lo sblocco dei licenziamenti ci aspettiamo un forte aumento delle situazioni critiche».


Una misura ritenuta insufficiente anche dal Sunia, il sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, secondo cui gli effetti concreti della crisi in atto si vedranno nella seconda metà del 2022, quando si esauriranno le prime misure di sostegno agli affitti. E, soprattutto, quando i tribunali avranno recuperato e riattivato le pratiche lasciate in sospeso durante la pandemia (il blocco degli sfratti è terminato lo scorso 30 giugno) e concluso le procedure ancora pendenti relative al 2020 e al 2021.


N.O.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1,3

I milioni
stanziati
lo scorso anno
per sostenere
il canone
delle famiglie
in difficoltà

2071

Le domande
accolte con
il primo bando, a cui hanno partecipato
più di 1600 nuclei familiari

1800

Le famiglie
che sarà possibile sostenere
con il secondo bando indetto dalla Loggia


Foto:

I l bando. È rivolto a chi ha subito gli effetti del Covid


Foto:

Il bando Possono presentare domanda coloro che hanno subito conseguenze economiche a causa dell'epidemia da coronavirus