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01/10/2019

Un conto da 70 milioni e l’azienda rischia il crac

La Repubblica - a.fras.

le cifre della crisi
La Rap stima 100 mila euro al giorno per mandare l'immondizia fuori se pagasse la Regione si aprirebbe l'ennesimo buco per Palazzo d'Orleans Circola l'ipotesi fallimento come per l'Amia, ma la vera soluzione sembra essere chiedere aiuto allo Stato
Chi pagherà il conto? E, soprattutto, a quanto ammonterà il conto di questa emergenza tutta palermitana? C'è un «non detto» nell'eterno scontro tra Regione, Comune e Rap su Bellolampo, e riguarda i soldi. Fino a oggi la Rap ha scaricato nella "sua" discarica e quindi i costi di conferimento di fatto sono stati una semplice partita di giro. Ma adesso che dovrà per forza di cose mandare la spazzatura prodotta dai palermitani altrove, dovrà pagare: che siano l'Oikos o la Sicula trasporti che al momento rimandano indietro i camion d'immondizia, o che siano altre ditte che manderanno i rifiuti all'estero, comunque la Rap dovrà pagare e la cifra, che inizia a circolare nei corridoio di Rap e Regione, fa tremare le vene ai polsi: oltre 70 milioni di euro. Una cifra del genere metterebbe in ginocchio la Rap, che sarebbe destinata a fallimento, oppure, se pagata dalla Regione, aprirebbe l'ennesimo buco nei conti di Palazzo d'Orleans.
In realtà la cifra di 70 milioni di euro per certi versi potrebbe essere pure ottimistica. I conti, in fondo, non sono difficili da fare. Innanzitutto occorre quantificare il tempo dell'emergenza.
Quando sarà pronta questa settima vasca per consentire il ritorno all'abbancamento dei rifiuti a Bellolampo? Dopo due anni (due!) trascorsi tra strutture commissariali inutili con tanto di decreto di Palazzo Chigi e liti giornaliere sull'asse dipartimento Acque e rifiuti e Rap, a oggi non c'è nemmeno il progetto definitivo da mandare in gara. Quindi non c'è nemmeno un bando di appalto all'orizzonte.
In ogni caso, considerando che senza struttura commissariale (il decreto nazionale è scaduto), occorrerà andare avanti con le normali procedure del codice degli appalti, ci vorranno almeno 24 mesi prima di vedere completata l'opera. Occorrerà bandire una gara europea, visto l'importo elevato dei lavori pari a 30 milioni di euro. Poi occorrerà esaminare le offerte per l'aggiudicazione dell'appalto, che non potrà avvenire in base al semplice massimo ribasso, ma dovranno essere valutate le offerte tecniche come prevede il nuovo codice degli appalti: i tempi, quindi saranno lunghi.
Una volta aggiudicata la gara, occorrerà fare le verifiche sui vincitori prima dell'aggiudicazione definitiva. Poi si dovrà attendere l'apertura del cantiere e la conclusione dei lavori. A voler essere buoni, se a breve si bandirà la gara e, ripetiamo, manca ancora il progetto, comunque ci vorranno almeno altri 24 mesi per vedere la settima vasca completata. La Rap ha stimato un costo di 100 mila euro al giorno per mandare l'immondizia fuori: con un costo di circa 150 euro a tonnellata per 700 tonnellate giornaliere. In un anno fanno 36 milioni di euro, in due anni fanno 72 milioni. Una cifra sottostimata: mandare i rifiuti in altre regioni o all'estero costerebbe non meno di 200 euro tonnellata.
Ma pur prendendo per buona questa cifra, cioè 72 milioni di euro, basta e avanza per far fallire la Rap o per creare un buco nei conti della Regione.
L'ipotesi di far fallire la Rap, come accaduto con l'Amia, inizia a circolare. Ma la soluzione vera sembra essere solo una: chiedere aiuto allo Stato e alla Protezione civile nazionale, già alle prese con una richiesta simile del Comune di Roma che spende 200 milioni di euro all'anno per mandare i rifiuti fuori. In ogni caso ci vorrà una legge ad hoc da portare in Parlamento: e per la maggioranza giallorosa targata Pd e 5 stelle non sarà facile trovare una intesa su soldi da dare a Palermo per l'ennesima emergenza annunciata. -
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: kLa sede Gli uffici della Rap a Palermo