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28/11/2018

Un consorzio per sfidare la crisi Integra rilancia le imprese edili

QN - Il Resto del Carlino

Giuseppe Catapano BOLOGNA VINCENZO Onorato, presidente del consorzio Integra, l'ultima semestrale testimonia il vostro ottimo stato di salute. L'intuizione del 2016 si è rivelata giusta? «Nonostante la crisi del settore, che ha colpito anche alcune cooperative associate, di cui 17 interessate da procedura concorsuale in due anni e mezzo, l'attività di partecipazione a gare è cresciuta notevolmente passando da 27 al mese nel 2016 alle 59 nei primi dieci mesi del 2018. L'importo medio offerto al mese è passato da 224 milioni a 383. C'è una forte sinergia tra consorzio e associate. Questa è la nostra caratteristica principale». Cosa significa, concretamente? «Significa che la nostra ambizione è uno sviluppo sostenibile. Il consorzio 'aggredisce' segmenti di mercato in cui le imprese non arriverebbero da sole. Noi, però, facciamo in modo di essere sicuri che le aziende abbiano la forza di affrontare questi mercati. Non siamo amplificatori di rischio, ma selettori». Le costruzioni sono uscite dalla crisi? «No, la situazione è drammatica. Il mercato degli appalti pubblici nelle costruzioni, dal 2008 al 2016, ha perso il 54% in volume passando da 23 miliardi a 10,5. Poi è entrato in vigore il nuovo codice degli appalti e nell'immediato c'è stato un blocco. Dal 2017 registriamo un incremento che per me non è effetto di una crescita strutturale, ma ha origine proprio dal blocco del 2016. Manca una politica industriale, si scontano i ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, la burocrazia è eccessiva e l'accesso al credito complicato. In dieci anni si sono persi 600mila posti di lavoro. Se non si investe nelle costruzioni il Paese non cresce». Dal governo non arrivano input positivi in tal senso. «Vero, ma i problemi arrivano da lontano. Poi ci sono le colpe dei costruttori: qualcuno ha tenuto comportamenti ai limiti della legalità danneggiando l'intero settore». Trasparenza e legalità: teoria o anche pratica nell'edilizia? «Abbiamo messo il nostro impegno nero su bianco nello statuto. Vantiamo la certificazione anti-corruzione e abbiamo attivato una serie di procedure contro il rischio di infiltrazioni mafiose nelle nostre imprese: gravano molto sulla nostra attività, ma per noi è questa la strada da seguire pur senza presunzione di infallibilità». Si è vincenti puntando sull'innovazione? «Un elemento di competitività che per noi si muove lungo tre driver: l'innovazione pura, che si concretizza nella partecipazione a due distretti scientifici, il presidio dell'evoluzione normativa e l'analisi dei bandi che ogni mese il nostro centro studi compie sie nelle costruzioni, sia nei servizi. Detto questo, si è vincenti innanzitutto facendo bene il proprio mestiere. La valutazione del rischio è fondamentale». In quali commesse è impegnato il consorzio? «Dal global service di Hera all'accordo quadro per il Politecnico di Milano, difficilmente andiamo oltre i 60 milioni di importo del singolo bando. Siamo aggiudicatari dei lavori all'ospedale di Cisanello di Pisa, gara da 230 milioni, ma aspettiamo di conoscere l'esito di un ricorso. Abbiamo partecipato a gare importanti come i due lotti dell'alta velocità sulla Napoli-Bari, l'ospedale di Taranto, l'intervento all'aeroporto di Venezia». Quale l'impatto dei servizi? «Parliamo di manutenzioni e servizi: energia, facility, ristorazione, vigilanza. Nel portafoglio lavori incidono per il 40%». © RIPRODUZIONE RISERVATA Aumentano le imprese agricole degli under 35

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