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11/07/2020

Un confronto per la ripartenza (vera) del Sud

Corriere del Mezzogiorno

L'intervento
di Nando Morra Salerno e Napoli sono i terminali di due iniziative, regionale e nazionale, che Ali-Legautonomie propone per il rilancio del "sistema Paese» a partire dal Mezzogiorno e da concreti obiettivi politici. Mezzogiorno; nuovo regionalismo; ruolo dei Comuni per lo sviluppo e nel governo delle città; riforma della finanza locale: sono i punti centrali dell'assemblea regionale di Ali-Legautonomie Campania che si tiene a Salerno oggi 10 luglio e che precede il Congresso Nazionale che si svolgerà a Napoli nei giorni 16 e 17 luglio. Si apre un confronto tra sindaci, Amministratori, parlamentari, rappresentanti del governo e delle istituzioni per delineare una strategia di attacco per la "ripartenza" e lo sviluppo del Paese. Quattro i punti programmatici. Primo. Il Mezzogiorno costituisce la assoluta priorità. Non si tratta di riproporre la stantia "questione meridionale" nei termini obsoleti del rivendicazionismo perequativo. Il punto è altro e secco: il Coronavirus ha dilatato il gap Nord - Sud indicando due nuove frontiere. Affrontare i "nodi qualitativi" della arretratezza meridionale e superare un dualismo che si traduce in statusquo di un doppio assistenzialismo : produttivo al Nord, sociale al Sud. Urge una svolta copernicana nella politica economica e industriale del governo che assuma il Mezzogiorno come motore di un "modello di sviluppo alternativo": cambiare il Sud per cambiare il Paese. Secondo. Nuovo regionalismo. significa: riequilibrio dei rapporti tra Stato e Regioni bloccando ogni forma di dilatazione dell'autonomia regionale; nuovo modello e qualità di governo delle regioni centrato sul ruolo degli Enti locali nello sviluppo territoriale . Terzo . L'Italia dei Comuni deve ripartire dalla base. Gli Enti Locali sono stati asfissiati e impoveriti dal continuo taglio delle risorse a scapito dei servizi ai cittadini; dalla palude delle burocrazie ministeriali e regionali; dalla impossibilità di intervento propulsivo sulla economia territoriale. È necessario un immediato piano di rilancio centrato sulla innovazione, sulla efficienza amministrativa, sulla semplificazione del Codice degli Appalti. Se si mette in moto l'economia locale si innesca lo sviluppo a livello di "sistema Paese". Quarto. Non è più rinviabile una snella riforma della "Finanza territoriale" che superi lo "stop and go" delle politiche di questi anni che hanno compromesso l'azione amministrativa e di governo locale. Si tratta di punti cardinali che governo e parlamento dovranno affrontare con urgenza nel contesto del ruolo autonomo delle grandi città e delle Città Metropolitane nel rapporto con l'Europa e nella utilizzazione dei Fondi Europei. Sindaci, amministratori, ecologisti, forze politiche e sociali, Associazioni, sono sollecitati all'impegno per delineare un programma e un "campo riformista" per rilanciare la partecipazione e lo sviluppo economico-sociale e democratico del Paese a partire dai territori . Presidente Ali-Legautonomie Campania